Di Gabriele Pazzaglia I fatti di Lodi (l’uccisione di un ladro da parte di un cittadino che lo ha sorpreso nella sua tabaccheria), rilanciano l’annosa questione della legittima difesa, soprattutto nelle zone italiane da tempo flagellate da furti in appartamento e in attività commerciali. Non entreremo nel merito della vicenda. La ricostruzione dei fatti è […]
Poche idee ma confuse. Cosa non è stato ancora detto del Movimento 5 stelle in Europa.
Il maldestro tentativo del Movimento 5 stelle di entrare nell’ALDE (Alleanza dei Democratici Europei), il gruppo parlamentare liberale del Parlamento Europeo. Dopo aver lanciato una consultazione tra i suoi iscritti per lasciare il gruppo EFDD, il gruppo più puramente anti-europeista, è stato poi clamorosamente rifiutato dall’ALDE, per tornare con la coda tra le gambe nel gruppo di partenza.
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Il “caso Nola” e l’ulteriore taglio dei posti letto ospedalieri
Alcune considerazioni sulla capacità del sistema sanitario, dei suoi costi, partendo dal “caso Nola”, in cui alcuni pazienti sono stati adagiati sul pavimento per mancanza di posti letto
Il niente oltre la siepe. Gli argomenti (in pillole) dell’Assemblea del PD.
Dalla Assemblea Nazionale del PD del 2016 emerge in modo desolante l’incapacità del partito di impostare una politica di ampio respiro e un programma di governo concreto. Nessuna lezione è stata imparata dalla sconfitta del referndum-renzi.
Le lezioni da trarre dai numeri del referendum.
L’analisi dei risultati mostra che il Sì al referendum costituzionale del 2016 ha vinto solo in quelle poche province dove non è tanto la radice PD-DS ad essere profonda, ma quelle in cui l’astro nascente renziano ha tessuto le sue reti iniziali, fagocitando intere federazioni e piazzando i suoi uomini ovunque, in comuni, enti partecipati, privatizzate varie, e poi portando una parte di costoro dritta al governo centrale.
Che fine fanno le regioni? Il nuovissimo Titolo V fa marcia indietro sul federalismo.
Lo scopo della riforma nei rapporti Stato-regioni della riforma Renzi-Boschi del 2016, come affermato dai suoi autori, è di (ri)centralizzare il potere facendo diventare le regioni enti di amministrazione. Non è per forza un male ma da una parte non soddisfa assolutamente il nuovo Senato, incapace di difendere le regioni, e dall’altra sparisce ogni forma di dialogo con i singoli territori di volta in volta interessati, che restano senza autonomia finanziaria.
