Coalizioni e patti all’italiana

Manco il tempo di espletare il suo primo atto, ed ecco che il nuovo Parlamento conferma quanto da anni scriviamo e predichiamo (nel deserto o quasi): leggi maggioritarie, collegioni uninominali, coalizioni compatte (?) o allargate (??), patti elettorali&digoverno… TUTTE FEFFE!

Ignazio la Russa, neo presidente del Senato

Alla prima occasione, sia la maggioranza, sia l’opposizione si sono sfasciate senza ritegno, violando accordi, patti e coalizioni, senza che nessuno si chiarisse/confrontasse/proponesse le sue scelte a quegli elettori ai quali, tre settimane fa, hanno chiesto fiducia, consenso e delega. Lo abbiamo, in questi anni di minuscoli commentatori, detto e ridetto mille volte: pacta preelectoralis sunt frangenta; le coalizioni pre-elettorali, che non esistono praticamente da nessuna altra parte nel mondo, sono una truffa, e son pronte a disfarsi all’istante. Non c’è nessun maggioritario, premio di coalizione, soglia di sbarramento che tenga, e lo sosteniamo da vecchi e disullusi proporzionalisti: l’unico fattore che possa assicurare la tanto declamata “governabilità” e la stabilità (anche economico-finanziaria: con queste belle scene, cosa pensate che accada allo spread??) è solo e soltanto la qualità politico-etica dei partiti, dei loro dirigenti e degli eletti. E, aggiungiamo, la forza critica dell’elettorato.