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Un anno di Approfondendo. Un anno da raccontare.
di redazione


Un anno fa, esattamente un anno fa, con un po' di spirito di avventura e tanta voglia di far bene, è nato Approfondendo.it, un sito piccolo ma che si è conquistato fiducia e stima per il metodo di lavoro che, chi vi scrive ed opera, ha sempre seguito.

In questo anno abbiamo cercato di approfondire alcune questioni ed argomenti seguendo il flusso degli avvenimenti che hanno trasformato, in modo soprendente, se si pensa che sono passati solo 12 mesi, l'Italia ed il mondo.

Certo, non abbiamo avuto i mezzi ed il modo di seguire tutto, e abbiamo spesso evitato di commentare fatti anche eclatanti ma già ampiamente descritti dalle testate giornalistiche generaliste. Ma ripercorrere questi dodici mesi può essere un esercizio interessante, e talvolta affascinante, perché, analizzando spicchi di cronaca, si ha, crediamo, una visione sull'insieme.

Abbiamo cominciato, alla fine del novembre 2011, facendo il punto su una vicenda che nel passato aveva infiammato l'opinione pubblica, per come era nata, ma che, come spesso accade, era caduta nel dimenticatoio per come si è conclusa, ovvero la vicenda del trasferimento della magistrata Clementina Forleo. Oggi quella storia sembra lontana e l'opinione pubblica se ne disinteressa completamente.

A volte invece, essa si concentra e da credito a vaghe ipotesi della informazione distorcente, che prende brandelli di verità, li mescola con quantità infinite di leggenda, e li trasforma in miti quasi religiosi. Era dicembre, e abbiamo cercato di rispondere alla Grande Bufala degli islandisti, ignorando che, nel prosieguo della crisi, ci saremmo poi trovati davanti i norvegisti, gli argentinisti, gli equadoristi, ed altre curiose scuole di pensiero, che, magari, prima di inventare teorie sulla economia mondiale, farebbero bene a conoscerne i meccanismi fondamentali, come ad esempio il Fondo Monetario.

E la crisi ha bussato duramente anche in Italia. Ecco dunque che aziende storiche sono costrette a mettere in mobilità i dipendenti (e che poi, mesi dopo, per fortuna, son stati tutti ricollocati, come previsto dal piano industriale) e che si rianima il dibattito su chi deve partecipare a salvare il paese, e su chi invece ne è esente per diritto divino (e dopo un anno, siamo punto e daccapo).

Il 2012 comincia con le polemiche accesissime e fuorvianti contro la Corte costituzionale, che ha dichiarato inammissibili i quesiti referedari sulla legge elettorale. Per capirne qualcosa, intraprendemmo un affannoso viaggio giuridico tra reviviscenze, riespansioni, alinea e sottotesti

Nel frattempo, il governo Monti aveva comincitoa ad operare, e noi, dati alla mano, prospettammo la necessità di por freno alla spesa, piuttosto che aumentare le tasse. A conti fatti, forse, non avevamo tutti i torti, anche perché la spending review si presentò fin da subito debole e poco indirizzata verso il suo scopo (ridurre gli sprechi).

Mente l'Italia viene scossa dall'ennesimo (e che si dimostrerà non essere l'ultimo, seguito poi come è stato dai casi Fiorito e Maruccio) scandalone dei soldi ai partiti, con tesorieri allegri e milioni spariti, all'estero le cose prendono direzioni diverse, con le elezioni in Spagna, dove finisce l'era Zapatero, Grecia, dove si deve votare due volte di seguito, e Francia, dove la vittoria di Hollande imprime una svolta alla intera gestione della crisi europea.

Ecco, la crisi europea....Quante parole, quanti discorsi, quante tesi contrapposte...Qualcuno ci ha capito niente? No. È per questo che abbiamo pensato bene di chiedere ad esperti ed intellettuali di tutto il continente la loro opinione. Ci siamo impegnati nella ricerca di personalità di diverse nazioni, e, superando le barriere linguistiche, le abbiamo intervistate per avere i loro pareri dai loro diversi punti di osservazione. Una operazione che stiamo ancora portando avanti, e dalla quale speriamo di trarre una conclusione, qualche risposta ai nostri dubbi. Ringraziamo nuovamente i professori Joan Vintrò, Christos Rozakis, Giuseppe Diana, Gilbert Koneig e Kryszstof Rybinski per averci concesso il loro tempo con tanta cordialità.

Ma ancor più dubbi ci son venuti, nel giudicare la società italiana e le sue capacità di reazione, quando, con gli europei, si son sentiti più tifosi anti-Merkel che non pro-azzurri, e quando abbiamo visto avvitarsi ancora una volta i nostri politici sul conservatorismo più trito.

Conservatorismo anche economicamente depauperante, come quando si tratta di accise, mentre i paesi nostri partner pongono condizioni di durissimo rigore, al quale si dovrebbe aderire, sì, ma con una prospettiva di sviluppo. Perché se non mettiamo in moto una volontà di cambiamento generale, ci troveremo sempre a sprecare energie, soldi, risorse umane nei mille rivoli della inefficienza.

Intanto il mondo assisteva distratto alla carneficina siriana, mentre solo gli attacchi ad obiettivi occidentali ci hanno parzialmente aperto gli occhi su come si stanno evolvendo le tanto celebrate primavere arabe. Ma le guerre fuori confine non ci hanno mai appassionato più di tanto, presi come siamo dalle eterne baruffe della nostra politica. Che talvota si maschera dietro ardite operazioni al limite dell'istituzionale, anche in periodo di primarie.

E se qualcuno cercasse una novità, una piacevole sorpresa, un po' di respiro, nella cultura classica o in quella, presunta, offerta dalla televisione, troverebbe solo delusioni.

Così come deludente, dopo tante promesse, ed un iter lungo e complesso, è stata la nuova legge anticorruzione, che fa un po' da bilancio di questa legislatura così pesante e strana.

Abbiamo concluso il nostro primo anno di vita con una analisi della vittoria di Obama, una riconferma importante, che però non ha rivisto il partito democratico statunitense trionfare come quattro anni.

Insomma, abbiamo lavorato tanto, e abbiamo scritto tante cose in più rispetto a quelle citate in questo articolo-carrellata (trovate tutto nel nostro ricco archivio tematico). Abbiamo ancora molto da dire, e molto da approfondire, e lo faremo grazie a tutti coloro che ci seguono, a tutti coloro che si sono iscritti alla nostra mailing list o alla nostra pagina di Facebook, e, permettetici un pensiero particolare, a tutti coloro che, con le loro donazioni ed offerte ci hanno permesso di tirare avanti.

Un saluto anche a tutti coloro che si sono cancellati dalla nostra mailing, evidentemente annoiati da quanto abbiamo prodotto. Avremmo preferito qualche suggerimento, per migliorare, invece di un addio, ma questo non ci ferma: miglioreremo, ci proveremo. E andremo avanti, con tutte le difficoltà -ma anche l'entusiasmo- che comporta il tenere in piedi un piccolo sito indipendente, per un altro anno, almeno. Grazie ancora a tutti, e ci rivediamo, per un nuovo bilancio, alla fine di novembre del 2013!


22 novembre 2012

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