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Le dimissioni di Cameron.
La traduzione del suo discorso d'addio.

 

A seguito del referndum del 23 giugno 2016, il Regno Unito dovrà recedere dall'Unione Europea. Il Primo Ministro, David Cameron, ha immediatamente annunciato le sue dimissioni. Riteniamo che, per i contenuti, la forma, lo stile, le parole usate (accuratamente scelte una per una) il discorso di dimissioni che Cameron ha pronunciato davanti alla residenza ufficale del capo del Governo, sia estremamente interessante e un documento significativamente esemplare di politica e democrazia. Il discorso (la cui versione originale è disponibile sul sito del Governo britannico) è stato tradotto per approfondendo.it da Diana Da Rin, giovane italiana residente a Londra, e supervisionato da Gabriele Pazzaglia per questa redazione.

 

 

 

 

 

Buongiorno a tutti. La nostra nazione ha appena preso parte ad un gigantesco esercizio democratico, probabilmente il più grande di tutta la nostra storia.
Oltre 33 milioni di persone in Inghilterra, Scozia, Galles, Irlanda del Nord e Gibilterra hanno espresso la loro opinione.


Dovremmo essere orgogliosi del fatto che in queste isole, ci fidiamo del popolo per decisioni di tale importanza.
Non solo abbiamo una democrazia parlamentare, ma su quesiti riguardanti miglioramenti al modo in cui abbiamo governato, c'e' un momento in cui e' giusto rivolgersi alle persone stesse, e questo e' cio che abbiamo fatto.


I cittadini britanni hanno deciso di abbandonare l'Unione Europea e il loro volere va rispettato.


Voglio ringraziare tutti coloro che hanno preso parte alla campagna al mio fianco stando dalla mia parte, inclusi tutti coloro che hanno messo da parte differenze partitiche per discutere di ciò che ritenevano essere l'interesse nazionale; lasciate anche che mi congratuli con i sostenitori della campagna Leave, per il fervore e la vivacità con cui hanno affrontato il caso.

La volontà dei cittadini britannici è un precetto che deve essere eseguito.
Non è stata una decisione presa alla leggera, in particolar modo perché cosi tante diverse associazioni hanno preso parte al dibattito sull'importanza di questa decisione dando diversi punti di vista. Dunque non ci possono essere dubbi sul risultato.

Tutto il mondo ha seguito la decisione che la Gran Bretagna ha preso.


Vorrei rassicurare tutti i mercati e gli investitori che l'economia britannica fondamentalmente solida e vorrei anche a rassicurare i britannici residenti nei paesi europei così come i cittadini europei residenti qui che non ci sarà alcun cambiamento immediato nelle loro vite.


Non ci sarà nessun cambiamento immediato nel modo in cui il nostro popolo può viaggiare, nel modo in cui i nostri beni possono spostarsi, nel modo in cui i nostri servizi possono essere venduti. 


Dobbiamo ora prepararci a negoziare con l'UE.
Ciò richiederà il pieno coinvolgimento dei Governi della Scozia, Galles e dell'Irlanda del Nord per assicurare che gli interessi di tutte le parti del Regno Unito siano prioritari e tutelati; ma prima di tutto ci sarà bisogno di una guida forte, determinata e dedicata a questo.


Sono molto orgoglioso e molto onorato di essere stato il Primo Ministro di questo paese per 6 anni. Sono convinto che abbiamo fatto grandi progressi, con il tasso di persone occupate più alto della nostra storia, con riforme dello stato sociale e dell'istruzione, incrementando le opportunità per chiunque, costruendo una società più forte e più grande, mantenendo le nostre promesse ai popoli del mondo più colpiti dalla povertà e rendendo possibile a coloro che si amano di sposarsi indipendentemente dalla loro sessualità, ma prima di tutto ripristinando la forza economica britannica.
E sono riconoscente a chiunque abbia contribuito a realizzare tutto ciò.


Ho sempre pensato che le grandi decisioni vadano affrontate, non aggirate.
È questo il motivo per cui abbiamo dato vita al primo governo di coalizione dopo 70 anni facendo rifiorire la nostra economia. È il motivo per cui abbiamo indetto un referendum equo, legale e decisivo in Scozia. Ed è il motivo per cui ho promesso di rinegoziare la posizione della Gran Bretagna nell'Unione Europea e di tenere il referendum sulla nostra appartenenza, portando tutto cio a termine. 

Ho combattuto questa campagna nell'unico modo che conosco e cioè dicendo chiaramente e appassionatamente ciò che penso e sento con testa,cuore e anima.
Non ho nascosto niente, sono sempre stato chiaro sulla mia convinzione che il Regno Unito sia più forte, più sicuro e più ricco se parte dell'UE e ho reso noto come questo referendum riguardasse solo e soltanto l'UE, non il futuro di un singolo politico,me incluso.

Ma il popolo britannico ha fatto la scelta ben precisa di intraprendere un'altra direzione e di conseguenza ritengo che il paese necessiti di una guida nuova per dare inizio a questo cammino.
Come primo ministro farò tutto ciò in mio potere per guidare la nave nelle settimane e nei mesi a venire ma ritengo che provare a essere il capitano che guida la nostra nazione verso la sua prossima destinazione non sia la cosa giusta per me.


Non è stata una decisione che ho preso alla leggera ma credo fortemente che sia nell'interesse nazionale avere un periodo di stabilità e quindi una nuova guida. Ad oggi non c'è motivo di fissare una tabella di marcia precisa ma dal mio punto di vista credo che dovremmo puntare ad avere un nuovo Primo Ministro in carica prima già all'inizio del congresso del Partito Conservatore che si terrà ad Ottobre.


Garantire stabilità sarà fondamentale e resterò doverosamente in carica come Primo Ministro insieme al mio Gabinetto [1] per i 3 mesi a venire. Il Gabinetto si riunirà lunedì e il Governatore della Banca d'Inghilterra sta preparando una dichiarazione riguardante i provvedimenti che la Banca e il Tesoro stanno prendendo per rassicurare i mercati finanziari.

Continueremo inoltre a portare avanti l'importante legislazione che abbiamo presentato in Parlamento, nel discorso della Regina. E ho parlato con sua Maestà la Regina questa mattina per avvisarla dei passi che sto per compiere.


Un negoziato con l'UE dovrà necessariamente iniziare con un nuovo Primo Ministro e ritengo giusto che sia questo nuovo Primo Ministro a decidere quando far scattare l'articolo 50[2] e iniziare il processo legale e formale dell'abbandono dell'UE.

Parteciperò alla seduta del Consiglio Europeo la prossima settimana per spiegare la decisione presa dal popolo britannico cosi come la mia. Il popolo britannico ha fatto una scelta e coloro che si trovano dalla parte degli sconfitti, me compreso, non solo devono rispettarla, ma anche aiutare a realizzarla.

La Gran Bretagna è un paese speciale, abbiamo grandi qualità: una democrazia parlamentare grazie alla quale risolviamo grandi questioni per il nostro futuro attraverso dibattiti pacifici;, una nazione di grandi scambi commerciali; con la nostre scienza ed arte, la nostra ingegneria e la nostra creatività, rispettata ovunque nel mondo.

E anche se non siamo perfetti, sono fermamente convinto che possiamo essere un modello per una democrazia multi-etnica e multi-religiosa, in cui ogni persona può giungere e contribuire e raggiungere il più alto livello che il proprio talento permetta.


Sebbene lasciare l'Europa non fosse la via da me indicata, sono il primo ad elogiare la nostra forza.

Ho già detto in precedenza che la Gran Bretagna può sopravvivere fuori dall'UE e che possiamo veramente trovare un modo per farlo.

Ora che la decisione di uscire è stata presa, abbiamo bisogno di trovare il modo migliore per affrontarla,e faro tutto ciò che è in mio potere per contribuire.

Amo questo paese e mi sento onorato di averlo servito. E in futuro farò tutto quello che potrò per aiutare questo grande Paese abbia successo. Grazie di cuore. 

 

[1] Nel Regno Unito, il Gabinetto è quella parte del Governo composta dai principali ministri che rappresentano il nucleo forte del Governo stesso. In Italia corrisponderebbe, più o meno, ai soli ministri con portafoglio.

[2] È l'articolo del Trattato sull'Unione Europea che regola, appunto, il recesso dall'Unione di uno stato membro.


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