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La Grecia fa giustamente i suoi interessi, noi invece?

In Grecia si andrà alle elezioni anticipate, a causa della crisi politica che attanaglia quel paese (crisi politica tutta interna, ma UE non c'entra niente, partiti corrotti che si sono autofagogitati ed estremismi anche violenti che si sono autogenerati).
In testa nei sondaggi lo Tsipras, con la sua Syriza.
In Italia molti esponenti di sinistra auspicano la vittoria di tale formazione.
Forse non ne hanno letto l'esplicito programma: Syriza non intende affatto abbandonare l'Europa nè tanto meno l'euro (non sono così folli come Grillo), ma intende "ridiscutere il debito", cioè sostanzialmente non vuole restituire i soldi che gli sono stati prestati (e che la Grecia ha RICHIESTO INSISTENTEMENTE, nessuno glieli ha imposti, ricordiamoci 'sto fatto!).
Ora, i generosi ed altruisti sinistrici italiani, dovrebbero fare un po' di conti in tasca a sé stessi, perché l'Italia, con tutti i suoi guai, ha contribuito con molti miliardi al salvataggio della Grecia. Escludendo tutti i contributi "collettivi" concessi tramite il Fondo Salva Stati, il FMI, la BCE ed altri meccanismi copartecipati, solo come prestito da paese a paese, l'Italia ha versato, nel 2010, ben 10 miliardi di euro nelle casse greche. Inoltre si è accollata una buona fetta di bond greci (per quanto ritenuti "spazzatura") che ora sono parte dei risparmi di banche, fondi pensione, fondi di investimento, e quindi di cittadini (lavoratori, pensionati, correntisti) italiani.
Se questi e quelli non venissero restituiti, sarebbe un massacro PER NOI. Ricordiamo che già, negli anni passati, la Grecia aveva avuto uno sconto del 53% sui suoi debiti (non ha pagato il 53% di capitali investiti, di forniture, di macchinari, di materiali, di prestiti, mandando in crisi decine di banche, ditte, privati cittadini di mezzo mondo).
Ora, per i politici di sinistra italiani, alcuni dei quali si son pure candidati dietro alla carrettella Tsipras, si prospetta un buon momento di riflessione e di responsabilità. Si può affrontare la crisi in modo diverso e più umano, e da "sinistra", e su questo siamo tutti d'accordo, ma andare a prospettare una scelta populista e irresponsabile a nostro proprio danno, no; un politico, che è eletto per difendere gli interessi proprio dal proprio popolo, non si può permettere di essere sempre e comunque l'amico del giaguaro. Neanche di un giaguaro debole e abbacchiato come quello greco.
Si rifletta, si appoggi Tsipras, se si vuole, ma convincendolo a collaborare con i partner europei (tra i quali ci siamo anche noi!) e a trovare assieme una via possibile che non danneggi i nostri già disastrati conti.

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