Per iscriverti alla nostra mailing list, inviaci un messaggio vuoto cliccando qui

 

 

 

 

 

 

 

Pillole di Storia

Ottanta anni fa, Barcellona


1937, ottanta anni fa, la guerra civile spagnola è iniziata da pochi mesi. Nel paese, repubblicani e franchisti si affrontano con crudele spietatezza in una lotta militare, politica, ideologica, persino religiosa, visto il ruolo della chiesa cattolica al fianco del generalissimo fin dal luglio 1936.

Tra i molti e tragici episodi di quella carneficina, è rimasto nell'immaginario collettivo il bombardamento di Guernica, cittadina basca distrutta dalla aviazione tedesca nell'aprile del 1937. Ma pochi ricordano che i primi bombardamenti esplicitamente voluti per il fine di terrorizzare la popolazione civile, bombardamenti che si chiamano tecnicamente, appunto, terroristici, furono effettuati dagli italiani, in particolare su Barcellona.

Il primo attacco terroristico contro obiettivi civili venne lanciato il 13 febbraio 1937 contro la capitale catalana da una nave da guerra del Regno d'Italia, la « Eugenio di Savoia », ferma a nove chilometri dalla costa. La maggior parte dei proiettili cadde nella zona centrale di Barcellona, l'Eixample, che comprende alcune delle piazze e strade più famose della città, inclusa la Rambla. Erano le dieci di sera, e la popolazione fu sconvolta dalle improvvise esplosioni che scossero gli edifici. Il cannoneggiamento costò la vita a diciotto persone, alle quali le autorità e la cittadinanza resero omaggio qualche giorno dopo con esequie solenni. Ma era solo l'inizio. Ora toccava all'armata aerea, la vera novità militare di quei decenni bui.

bombardamento barcellona

Il sottosegretario alla aviazione, il gen. Valle, non essendo sicuro che fosse possibile effettuare con successo una incursione notturna (tutto, in quel campo, era ancora sperimentale seppur in rapida evoluzione), si mise personalmente ai comandi di un trimotore Savoia-Marchetti e, dopo un lungo volo sopra il Mediterraneo, colpì il porto di Barcellona con diversi ordigni. Era la notte del 1° gennaio 1938. Incoraggiato dal suo personale successo, Valle dette ordine di procedere. Dalla loro base nelle Baleari (occupate da un nutrito corpo di spedizione e governate con violenza e sadismo dal miliziano fascista Arconovaldo Bonaccorsi, un sanguinario egotico conosciuto come « il Conte Rossi », che mandò a morte centinaia, forse migliaia di abitanti delle isole), gli aerei italiani si scagliarono più volte contro Barcellona per fiaccarne l'eroica resistenza. Il primo stormo di S 81 Savoia Marchetti si scagliò sulla città il 6 gennaio. Il giorno dopo, venne martellato il quartiere marittimo di Barceloneta, dove bombe incendiarie colpirono una scuola, uccidendo i bambini presenti. Poi il giorno 8, decine di vittime in quartieri popolari. Ancora distruzione e vittime, sempre causate dai fascisti italiani, l'11 ed il 14 ed il 15. il 19, il primo bombardamento massiccio della storia dell'aviazione, quando 17 S79 causarono più di 170 morti colpendo la città attorno a mezzogiorno.

Fu il 30 gennaio 1938 però che gli italiani organizzarono le incursioni in modo più scientifico, con due ondate successive, una alle nove del mattino, ed una alle undici circa, martellando il centro della città, e provocando di più di 200 vittime, tra le quali molti bambini dell'istituto San Filippo Neri.

Ma Barcellona non si piegava. Resisteva, Anzi, era la capitale della Spagna repubblicana. Fu per questa sua caparbia dignità, e al tempo stesso per voler quasi controbilanciare i successi di Hitler (annessione dell'Austria) che Benito Mussolini in persona dette l'ordine di quello che è il primo bombardamento a tappeto della storia dopo Guernica, e che, a differenza di quest'ultimo -durato poche ore- si svolse nell'arco di tre giorni. Il 16-17-18 marzo 1938, decine di aerei italiani, ai quali si unirono diverse unità germaniche, effettuarono continui passaggi sul centro della città, colpendo piazza di Catalogna, le Ramblas, la Diagonal, e decine di altre zone densamente abitate. Le vittime furono attorno alle 1000-1300, anche se mancano dati certi. Il mondo civile, che mai aveva visto una simile devastazione, si indignò, e lo stesso Francisco Franco, che non era stato avvertito della spaventosa iniziativa, pregò Mussolini di interromperla immediatamente. Il Duce acconsentì, ma fu molto soddisfatto di quanto accaduto: “gli italiani” dichiarò a Ciano, che fedelmente riportò nel suo diario“stanno finalmente terrorizzando il mondo con la loro aggressività, per una volta, invece che incantarlo con la chitarra”. La lezione per i devastanti massacri di civili della imminente seconda guerra mondiale era stata imparata.


(nella foto, scattata da un aereo italiano, il bombardamento del 17 marzo 1938. Si vedono nettamente le esplosioni su piazza di Catalogna e le Ramblas che da essa si dirigono verso il porto)

Abbiamo disabilitato la possibilità di selezionare il testo per proteggere il nostro lavoro.
Gentilmente, non copiate i nostri articoli per i vostri siti ma, se volete, linkateli!
Grazie

 

Donazioni