Per iscriverti alla nostra mailing list, inviaci un messaggio vuoto cliccando qui

 

 

 

 

 

 

 

Il trattato di pace dell'Italia

Mentre celebra la giornata dedicata alle vittime delle foibe, l'Italia dimentica un altro importante anniversario: il 10 febbraio 1947 veniva firmato il trattato di pace tra l'Italia e le potenze alleate. I suoi termini suscitarono indignazione e lutto in Parlamento e nel Paese.

In pochi anni, gli italiani si erano dimenticati che NOI avevamo aggredito la moribonda Francia e l'allora vacillante Regno Unito, con una dichiarazione di guerra tardiva e vigliacca (alla quale erano seguite infinite sconfitte militari); si erano dimenticati della criminale e incomprensibile aggressione alla piccola Grecia; si erano dimenticati della crudele ed immotivata invasione della Jugoslavia; si erano dimenticati della folle partecipazione alla campagna di Russia; si erano dimenticati della nostra imprudentissima dichiarazione di guerra agli USA attaccati dal Giappone. Si erano dimenticati che avevamo scambiato dichiarazioni di guerra con Cina, Cecoslovacchia, Polonia, Belgio, Paesi Bassi, tutto il Commonwealth e persino col Brasile.

Si erano dimenticati delle leggi razziali e della partecipazione attiva alla persecuzione degli ebrei e di altre minoranze.

Si erano dimenticati dei campi di concentramento (solo nel territorio italiano erano una cinquantina, da Friuli alla Calabria) nei quali vennero rinchiuse e decimate decine di migliaia di persone (ebrei, sloveni, serbi, etiopi).

Si erano dimenticati delle disumane condizioni di occupazione della Grecia (dove, nella zona italiana, morirono di stenti circa 100 mila persone) del Montenegro, della Slovenia e della Croazia (stato fantoccio al cui governo fu messo Ante Pavelić, le cui credenziali erano solo l'essere grande amico di Mussolini e di essere uno degli assassini dei fratelli Rosselli), dove centinaia di migliaia di persone furono fucilate, massacrate, impiccate, deportate, torturate, e dove centinaia di villaggi vennero rasi al suolo (dagli italiani).

Si erano dimenticati della lista dei criminali di guerra, soldati, ufficiali, squadristi e responsabili di brutalità inenarrabili inflitte a civili e prigionieri; inizialmente gli alleati avevano indicati 3.693 di questi criminali; poi, in seguito alle pressioni italiane, si arrivò a stilare una lista di circa 1.900 persone.*

Nessuno di loro, nessuno, sarà mai consegnato ai paesi richiedenti, e molti di loro, anzi, condurranno una vita di comodità e onori in patria**

L'indignazione per il trattato di pace ("l'amaro calice", "l'umiliazione", "il tradimento"....) coinvolse una opinione pubblica intrisa del mito degli "italiani brava gente", ma anche i politici di ogni livello: Nenni e i socialisti, ad esempio, reclamavano a gran voce il possesso delle colonie, le destre gridarono allo scempio, Enrico De Nicola, capo provvisorio dello Stato di fede monarchica (!), quando dovette porre la firma sulla ratifica del trattato, dicono le cronache, "buttò tutte le carte per aria", e solo dopo lunghe tempestose discussioni con De Gasperi, firmò.

A proposito della firma: nella foto, purtroppo di non grande qualità, vediamo l'ambasciatore Antonio Meli Lupi di Soragna che firma il trattato di pace in nome dell'Italia.
Nessun ministro volle compiere questo gesto, e l'incombenza venne scaricata sul diplomatico. Non gli fu fornito niente, neanche il timbro dello Stato, ed egli sigillò il documento premendo sulla ceralacca il suo anello nobiliare.

 

* il rifiuto italiano di consegnare i criminali di guerra alla Jugoslavia impedì anche la punizione dei responsabili jugoslavi delle foibe: Tito si era detto disponibilissimo a farceli processare se noi avessimo mandato loro i responsabili dei massacri nei Balcani.

** L'impunità dei criminali fascisti di guerra italiani è un caso unico,e scandaloso. Tutti i paesi aggressori, come l'Italia, chi più chi meno, videro i loro sadici criminali consegnati agli alleati o processati e condannati dai nuovi regimi. Persino i paesi vittime delle aggressioni dell'Asse fecero piazza pulita dei peggiori collaborazionisti. Il piccolo Lussemburgo, per esempio, processò 2000 suoi cittadini, ne condannò 12 a morte, e per otto di essi eseguì la condanna. Da noi, tra giustificazionismi, revisionismi, opportunismi, amnistie e retorica patriottarda, niente di tutto questo avvenne

 

Trattato di pace, firma Antonio Meli Lupi di Soragna

Abbiamo disabilitato la possibilità di selezionare il testo per proteggere il nostro lavoro.
Gentilmente, non copiate i nostri articoli per i vostri siti ma, se volete, linkateli!
Grazie

 

Donazioni