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Stalin attacca la Finlandia

30 novembre 1939. Mente l'Europa è in guerra, ma il fronte occidentale è immobile, l'Unione Sovietica, sfruttando la sua alleanza economico-militare con Hitler (della quale dovrà amaramente pentirsi), aggredisce vigliaccamente la Finlandia.
L'aggressione non è una sorpresa, perché da mesi Stalin minaccia il piccolo stato confinante e ne chiede insistentemente parti strategiche di territorio. La sua ossessione è soprattutto Leningrado, che ritiene troppo esposta. (dirà: "siccome non possiamo spostare Leningrado, sposteremo il confine"). Ma nessuno si aspetta una guerra in grande stile come quella che si scatena tra Baltico e Carelia.


L'Urss aveva già partecipato alla spartizione dell'est europeo con la Germania nazista: grazie al patto segreto Molotov - Ribbentrop, dopo aver aiutato i nazisti in ogni modo durante la blitzkrieg contro la Polonia, ne aveva infine invaso ed occupato la parte orientale, e si preparava alla occupazione dei paesi Baltici e di un terzo della Romania (1940); la sua azione contro la Finlandia era quindi pensata come parte di questa spartizione.
Ciò che colpì l'opinione pubblica mondiale fu la incredibile forza di volontà e capacità di resistenza del piccolo esercito finlandese. L'Armata Rossa venne ripetutamente sconfitta e le furono inflitte perdite enormi, venne fermata e bloccata nelle nevi nordiche e nonostante l'immane sproporzione di forza in campo, i sovietici non riuscirono a sopraffare l'avversario. L'intero mondo cominciò a tifare Finlandia, e molti volontari e armamenti raggiunsero la repubblica dei laghi per soccorrerla da Francia, Usa, Norvegia e persino dall'Italia, che formalmente era alleata di Hitler e quindi della stessa URSS: gli articoli dell'inviato Indro Montanelli che raccontavano della eroica resistenza finnica misero in non poco imbarazzo le autorità fasciste.
Comunque, dopo pochi mesi e terribili sofferenze, il governo di Helsinki dovette arrendersi, ed il 13 marzo 1940 il conflitto terminò. L'Urss aveva avuto morti, feriti e prigionieri in proporzione dieci volte superiori alla Finlandia, ma per quest'ultima, 22 mila caduti equivalevano ad una ecatombe.
Dei più di 5000 progionieri sovietici, immediatamente liberati dopo l'armistizio, 500 almeno furono fatti fucilare da Stalin (che ripeterà in grande stile questo trattamento nei conforti dei milioni di prigionieri della II guerra mondiale).
Era comunque solo il primo tempo dello scontro: la Finlandia, unica democrazia al mondo a farlo, partecipò in seguito alla Operazione Barbarossa a fianco della Germania nel 1941
Nella foto: civili finlandesi terrorizzati dai bombardamenti sovietici

Bombardamento Finalndia, civili.

 

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