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Operazione Market Garden: Il bombardamendo di Nimega nel 1944

 

Esattamente 73 anni fa, tra il 17 ed 18 settembre 1944, scoppia una delle più grandi battaglie di tutta la seconda guerra mondiale sul fronte occidentale, la cosiddetta "operazione Market Garden", che si svolse nei Paesi Bassi.
Truppe alleate, soprattutto americane, inglesi e polacche, erano state aviotrasportate nei dintorni delle città di Eindowen, Nimega e Arnhem la giornata precedente, tra bombardamenti e cannoneggiamenti, ma lo scontro tra alleati e tedeschi prese il via appunto il 18. Lo scopo dell'azione, fortemente , testardamente voluta dal generale Montgomery, intendeva conquistare cinque ponti essenziali per penetrare in Germania da nord, mentre nello stesso momento, il suo grande rivale, il gen. americano Patton sembrava essere inarrestabile nel quadrante della Alsazia-Lorena.
Per quanto i tedeschi fossero in grande inferiorità numerica, l'operazione non tenne conto di loro troppi fattori di forza (presenza di corazzati, presenza di una divisione di SS, facilità di ricevere rinforzi dalla vicina madrepatria) e venne organizzata con troppa fretta, troppa imprudenza, troppa disorganizzazione ( le zone sul mare del Nord non erano ancora libere, gli inglesi rifiutarono di contattare la resistenza olandese, che conosceva perfettamente il terreno, e non settarono le frequenze radio, lasciano interi reparti isolati). Molti ufficiali alleati espressero le loro preoccupazioni: quando un comandante britannico spiegò che l'idea era di "stendere un tappeto di truppe aviotrasportate per farci passare sopra le truppe di terra", il suo subalterno magg. Urquarth domandò se questo tappeto doveva essere fatto di vivi o di morti.


La domanda non era peregrina: infatti la conquista e la messa in sicurezza dei cinque ponti si rivelò una impresa improba. Gli scontri attorno alle tre città olandesi furono cruenti, selvaggi, coinvolgendo uomini, carri armati (impiegati in numero maggiore solo in Urss), mezzi corazzati, aerei, artiglieria e talvolta arrivando al corpo a corpo. Furono necessarie anche alcune brevi tregue appositamente concordate per recuperare i feriti di ambo le parti, che si ammucchiavano l'uno su l'altro nello spazio di pochi metri.
Nessun riguardo venne tenuto nei confronti dei centri abitati e della popolazione civile; anzi, forse gli unici che tentarono di limitare le perdite furono i tedeschi ad Arnhem, che fecero evacuare ben 100 mila persone.
Nimega, la più antica città dei Paesi Bassi, già duramente colpita da un bombardamento americano nel febbraio precedente (che lasciò un vuoto enorme nel cuore dell'abitato, poi trasformato in una piazza moderna dal semplice nome "1944"), si venne a trovare al centro della battaglia, e praticamente rasa al suolo, ma il suo ponte stradale, a differenza di quello ferroviario, fu salvato, come si vede nella foto pubblicata, e preso dagli alleati.


Impossibile invece conquistare quello di Arnhem. Dopo indicibili sofferenze, inglesi e polacchi dovettero abbandonare le postazioni: i previsti rinforzi di terra erano bloccati a decine di chilometri. Market Garden era fallita, ed il 28 settembre venne dichiarata conclusa. Nessun progresso effettivo era stato fatto, la via della Germania era chiusa, e gli alleati, tra morti feriti e prigionieri, contavano vittime per circa 20 mila uomini (più difficile calcolare le perdite tedesche, comunque alte) ed un enorme danno in mezzi e materiali.
I civili olandesi morti, in conteggi non ancora definitivi, assommarono a circa 30 mila, più quelli deceduti in seguito per la fame ed il freddo; una vera strage, che lascerà per anni molta amarezza nel popolo neerlandese, che rimproverò agli anglo-americani la brutalità ed inefficacia dell'attacco.

Nimega 1944

 

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