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Pillole di Storia:
febbraio - aprile

 

25 aprile 1945: La nascita delle Nazioni Unite

25 aprile 1945: la conferenza di San Francisco, convocata con passione e ardconferenzaore dal presidente Roosevelt, che aveva speso per il suo successo tutte le sue residue energie, viene inaugurata nella Opera House della città californiana senza il suo ideatore.
Roosevelt infatti muore pochi giorni prima, il 12 aprile.
Lo scopo ed il risultato di questa immensa convention, alla quale partecipano circa 50 stati, 850 delegati, 3500 assistenti, e 2500 tra giornalisti ed osservatori (mai prima al mondo un accordo internazionale era stato così democraticamente trasparente) è la fondazione e la nascita dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, l'ONU.
Sono presenti, e firmano la Carta, tutti gli stati che hanno combattuto (e vinto) contro l'Asse Roma-Berlino-Tokio. L'Italia è già stata sconfitta da due anni, ma Germania e Giappone e stanno combattendo ancora.
Tra grandi polemiche, partecipano anche l'Argentina, che dopo un ambiguo atteggiamento filonazista durato anni, era entrata in guerra contro il Reich appena un mese prima, per motivi di mera opportunità politica e senza ovviamente dare alcun contributo alla causa, e la Bielorussia e l'Ucraina, due stati federati dell'Urss (che ovviamente era presente tra le grandi potenze), la cui partecipazione in quanto elementi distinti e separati dall'Unione Sovietica era stata imposta da Stalin che si sentiva "in minoranza" rispetto agli occidentali.
Tristemente vuoto era il seggio della Polonia, il paese che, aggredito il 1° settembre 1939, per primo aveva subito la furia nazista, e che aveva perso il 16% della sua popolazione (per fare un paragone, l'Italia perse meno dell'1% in totale).
Solo dopo aver risolto le tensioni tra est ed ovest fu possibile creare un governo polacco ed ammetterlo all'ONU

 

 

 

Il disfattista candidato alla Presidenza

100 anni fa, all'inzio di aprile, gli Stati Uniti entravano in guerra a fianco di Gran Bretagna, Francia, Italia ed alleati contro gli Imperi Centrali.
Dopo la lunga serie di affondamenti di natanti americani, dopo l'insistenza dei finanziatori dell'UK, dopo l'allarme dei grandi creditori che avevano impegnati capitali USA in Europa, il presidente Wilson chiede ed ottiene dal congresso la dichiarazione di guerra. Non fu facile invece ottenere il pieno consenso del popolo a questa impresa, popolo che non era mai stato "antitedesco", non avendone alcun motivo, e che ancora invece esprimeva, soprattutto nel West, un vivo risentimento verso la Gran Bretagna per la sua alleanza col Giappone nel Pacifico.

Victor_DebsNella foto: Natale 1921; il politico socialista Eugene Victor "Gene" Debs, al momento della sua liberazione dal carcere federale di Atlanta, dove era stato imprigionato nel 1918 a causa della sua posizione e dei suoi comizi contro la guerra e la mobilitazione. Accusato di disfattismo, venne condannato a 10 anni di reclusione. Nel 1920 partecipò alle elezioni presidenziali, dalla sua cella, ed ottenne il 3,2% dei voti.
Solo il nuovo presidente, Hoover, commosso dalle sue precarie condizioni di salute, firmerà l'atto di scarcerazione. Wilson non lo perdonò mai.

 

 

 

La rivoluzione di febbraio

100 anni fa giungeva a termine, dal punto di vista istituzionale, la Rivoluzione di Ferivoluzione_febbraiobbraio, con l'abdicazione dello Zar, Nicola II, ed il successivo rifiuto di suo fratello Michele di accettare la corona.
La Russia in guerra diventava una repubblica democratica, con uguaglianza di tutti i cittadini, libertà politiche e civili, stampa libera, ma costretta ancora alle regole militari belliche.
Il potere si trova diviso tra due entità teoricamente collaboranti, ma in realtà nemiche: il governo provvisorio e la Duma, ed il Soviet di Pietrogrado, entrambi sostanzialmente in seduta permanente.
Passeranno ancora sette mesi, e la seconda fase (la rivoluzione bolscevica di ottobre) spazzerà via tutto.
(Nella foto: un gruppo di soldati ammutinati spara contro cecchini della polizia rimasti fedeli alla monarchia nelle strade della capitale, Pietrogrado)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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