Per iscriverti alla nostra mailing list, inviaci un messaggio vuoto cliccando qui

 

 

 

 

 

 

 

STORIA DEI GIUBILEI

di Marco Ottanelli


parte 1


Da anni la laicità in Italia è relegata nell'angolo. Nelle ultime fasi storico-politiche e sociali di questo paese, poi, è ridotta a elemento di disturbo e dileggio. Papa Francesco ha imposto alla città di Roma un Giubileo straordinario senza consultarsi né col sindaco né col governo, ma chiedendo tutte le spese, le garanzie, le opere ed i provvedimenti relativi. Forse non ha neanche avuto bisogno di chiedere niente: c'è stata una gara nel concedere al Vaticano tanto, tutto, di più. Commissari straordinari hanno soppiantato la giunta capitolina, e per tutto il 2016 ogni cosa in questo paese sarà influenzata dai desiderata e dai riti giubilari.

Pensiamo che sia necessario allora un punto di vista laico, un esame storico dei giubilei, per poter superare perlomeno galleggiando quest'anno che dovrebbe essere “santo” senza essere sommersi dalla mistica idolatra.


Pubblicheremo perciò a puntate una piccola storia di tutti i Giubilei, ovviamente con l'ausilio della nostra laica griglia interpretativa, esaminandone contesto, premesse, svolgimento, conseguenze e, ovviamente, la vita dei pontefici che li indissero.



INTRODUZIONE



Cosa è mai il Giubileo o “anno santo”? È una celebrazione periodica della Chiesa Cattolica Romana (inesistente o persino considerata inopportuna, inutile, su su fino a idolatra, sacrilega e blasfema dalle altre Chiese Cristiane [1 ]) che, istituita sulla falsariga di una tradizione ebraica, permette a coloro che vi partecipano secondo certe modalità di ottenere la indulgenza plenaria dei peccati, soprattutto (e con straordinaria semplicità, diremmo) passando attraverso una delle “porte sante” tenute aperte per l'occasione. A suo tempo le indulgenze si vendevano, cosa che fece perdere definitivamente la pazienza a Lutero, ma ancora oggi oboli ed offerte in denaro sono ben gradite.


Breve nota teologica: in che consiste l'indulgenza dei peccati? Secondo la fede ed i dogmi e la dottrina cattolica romana, peccare allontana da Dio. Ciò comporta la destinazione verso il Purgatorio o, in casi più gravi, verso l'Inferno. Roba che scotta, in ogni senso. Per evitare tali preoccupanti destini, è necessario pentirsi, amaramente e sinceramente, e confessarsi. Il sacramento della Confessione cancella la pena eterna (la dannazione dell'anima) ma non cancella la pena temporale, cioè una sorta di sanzione, che “può essere scontata sulla terra con preghiere e penitenze, con opere di carità e con l’accettazione delle sofferenze della vita. Viceversa può essere scontata nell’aldilà, nel Purgatorio”. Ecco che, per evitare l'incomodo, si può ottenere una indulgenza: "L’indulgenza è parziale o plenaria a seconda che liberi in parte, o in tutto, dalla pena temporale dovuta ai peccati" ( Paolo VI, Costituzione Apostolica Indulgentiarum doctrina, 1967). Insomma, si potranno evitare le pene accessorie, per dirla con un linguaggio giuridico moderno. L'indulgenza plenaria, lo dice l'espressione stessa, cancella del tutto la pena temporale di ogni singolo peccato. È quindi ripetibile più volte (ma col limite di un solo passaggio al giorno) per quanti peccatacci hai commesso e confessato. Quella parziale invece scala giorni (50, 10, 100, un anno, più anni...) alla pena in vita, mentre la credenza popolare ha identificato questi giorni come uno sconto sul periodo di Purgatorio. Per mettere fine a questo equivoco, sempre Paolo VI decise di non indicare più l’indulgenza parziale in termini di tempo pre-indicato, ma in intensità. Questa si misura non più in mesi o anni, ma con l’azione del fedele: un’azione buona vale tanto più quanto più costa sacrificio e quanto più è fervida di amore verso Dio. Quindi, si richiede impegno! Ma chi concede l'indulgenza? La Chiesa Cattolica. Ed in virtù di cosa mai ha questa facoltà? In virtù della sua stessa dottrina, delle sue stesse interpretazioni, delle sue stesse deliberazioni. Insomma, si auto-autorizza. [2] Ovviamente tutto questo non è affatto riconosciuto dalle altre Chiese Cristiane.


In occasione di tale anno santo, numerosi sono i riti sacri anche solenni, le processioni, le invocazioni, le benedizioni. Importante, anzi, basilare, è il pellegrinaggio a Roma ("Il pellegrinaggio è un segno peculiare dell'Anno santo perché icona del cammino che ogni persona compie nella sua esistenza. La vita è un pellegrinaggio e l'essere umano è viator, pellegrino che percorre una strada fino alla meta agognata", scrive Papa Francesco nella indizione di questo Giubileo 2016), ed in ciò pesca abbondantemente nel mare delle credenze dell'altra religione monoteista, l'Islam, in riferimento al pellegrinaggio rituale alla Mecca.


IL PRIMO ANNO SANTO


Il primo anno santo venne indetto nel 1300 da Bonifacio VIII. Per ben 1300 anni quindi la cristianità non aveva conosciuto questo immenso rito Romanocentrico. La precedente esperienza di Celestino V, la Perdonanza, indetta nel 1294, era stato un atto completamente diverso, a suo modo rivoluzionario (si concedeva l'indulgenza plenaria in occasione della festa di San Giovanni Battista, una sorta di rafforzamento del battesimo, che, si sa, lava i peccati) in quanto gratuito e universale, e svolgentesi lontano da Roma, all'Aquila, scelta abbastanza normale per il Papa-eremita.


Bonifacio, con il concorso di tutta la Curia e la Chiesa ufficiale, rimise ordine nella istituzione pontificale minata nella sua straordinaria potenza e ricchezza dalle stravaganze pauperiste di Celestino, facendolo arrestare, abdicare, e confinandolo a Fumone, in un isolato castello di sua (di Bonifacio) proprietà fino alla morte, occorsa incidentalmente un anno dopo appena.


Quella della Perdonanza però fu una bella mossa, dovettero ammetterlo anche gli avversari accaniti del Papa dimesso. Alla gente questa cosa dell'indulgenza, del pentimento di massa, del rito del passaggio piacque.


L' avvicinarsi del nuovo secolo, che coincideva sempre con la paura della fine dei tempi, vide riversarsi a Roma, attorno al Natale del 1299, in modo più o meno spontaneo, una folla crescente di fedeli in cerca di benedizioni e reliquie, memore anche della recente Perdonanza. Per la Curia fu facilissimo compiere una straordinaria sintesi di opportunismo e tempismo. Da qualche parte si trovò un vecchio di ben 108 anni che, interrogato dal Papa, avrebbe raccontato che cento anni prima, sotto il regno di Innocenzo III, egli avrebbe partecipato ad una quasi mitologica “Indulgenza dei Cento Anni”. Nonostante la mancanza di altri elementi, si decise quindi di indire, il 22 febbraio, una solennità per l'anno 1300 in corso che, rifacendosi in parte alla presunta cerimonia del 1200 ed in parte al rito ebraico della liberazione dai debiti e dalla schiavitù [3], avrebbe appagato la sete di perdono e di salvezza di quella moltitudine giunta da ogni angolo d'Europa. Prima che la moltitudine si disperdesse, finito il periodo natalizio, si pensò bene di prolungarne la...tenuta per un anno intero, colmando così monasteri, spedali, alberghi, taverne e casse delle elemosine ed offerte di tutta la città di Roma e di tutti i possedimenti papali. Un affare colossale. Ed un modo di riproporre la Santa Sede come centro d'Europa dopo le recenti debacles in politica estera.


Le speranze non furono tradite: con la promessa della indulgenza plenaria per “i romani che accedano almeno una volta al giorno alle basiliche [di San Pietro e San Paolo] per trenta giorni, di seguito o intervallati, mentre i pellegrini o forestieri, seguendo le stesse modalità appena indicate, per quindici giorni consecutivi o interpolati”, Roma venne letteralmente invasa da pellegrini di ogni città e contrada al punto tale che fu necessario istituire ferrei sensi unici per i pedoni, come, da testimone oculare, raccontò Dante Alighieri nelle famose terzine della sua Commedia. [4] ].

È importante notare la valenza politica della bolla papale che indisse l'evento: in essa, la “Antiquorum habet fidea relatio”, si concedeva perdono a tutti tranne che a coloro che commerciassero con i saraceni (e non erano pochi, da Gibilterra al Bosforo!); al re di Sicilia, Federico III d'Angiò, e a tutti i siciliani (per...punirli di non essere rimasti sotto la sovranità – effettiva o formale- dello Stato della Chiesa); a i principi Colonna e tutti i loro parenti, amici, fiancheggiatori (per via della violenta diatriba che opponeva tale famiglia a quella del Papa, i Caetani). Un vero manifesto programmatico-dinastico, alla faccia dell'amor di Cristo.


Il successo della iniziativa comunque fu completo: Roma caput mundi, ancora, e guadagni incalcolabili non solo per quella che oggi chiameremo “economia dell'indotto turistico” (e per le relative tasse), ma anche per quel commercio fiorentissimo, ancorché non ufficialmente incoraggiato, della vendita delle indulgenze, che fecero accusare il Papa di simonia.


Questo primo Anno Santo non era ancora chiamato Giubileo, ma “centesima indulgenza”, dato che veniva fissato con una cadenza secolare. Ma nonostante nella bolla pontificia si scrivesse che “A nessuno in modo assoluto sia lecito infrangere od opporsi con audacia temeraria a questo documento di conferma, approvazione, innovazione, concessione e costituzione”, già la seconda indizione giunse dopo appena 50 anni.


Brevissima biografia di Bonifacio VIII:

Benedetto Caetani, nato ad Anagni nel 1230 da ricca e potente famiglia, divenne un influente cardinale. In questa veste, indusse Celestino

Bonifacio VIII

V a dimettersi, e, eletto Papa 10 giorni dopo, lo fece incarcerare ed annullò tutti i suoi atti come pontefice. Tentò di impossessarsi, perlomeno nominalmente, della Sicilia, e, non riuscendovi, ne decretò l'appartenenza agli aragonesi, contro gli angioini. Anche nel conflitto anglo-francese si schierò contro questi ultimi, e ne pagò poi le conseguenze. In reazione

 

 

 

 

 

ad una legge del re di Francia Filippo il Bello, vietò ai laici, e agli stati, pena la scomunica, di tassare preti e monasteri (ed in questo senso si può dire che ancor oggi la sua dottrina è molto seguita…). Lottò ferocemente contro i cardinali e la stirpe dei Colonna, li sconfisse e si fece donare la loro città feudale, Palestrina, che, con inaudita spietatezza, rase completamente al suolo disperdendone gli abitanti e non lasciando pietra su pietra. Intervenne pesantemente nelle vicende fiorentine, arbitrando le questioni tra Guelfi e Ghibellini prima, Bianchi e Neri poi. È all' azione sua e dei suoi delegati che si deve la condanna al rogo (per fortuna mai eseguita) e l'esilio di Dante Alighieri.

Entrato ancora una volta in conflitto con Filippo di Francia, che giunse a scomunicare, per questioni di potere (Bonifacio voleva affermare la primazia pontificia sui re) e religiose, venne da questi messo sotto processo e, con la complicità dei Colonna, catturato, arrestato ed umiliato nella sua stessa Anagni (“lo schiaffo”). Liberato dal popolo e rientrato a Roma vecchio, debilitato, malato, morì poco dopo, nel 1303. Subì un macabro e infamante processo post-mortem, nel quale fu accusato di ogni nefandezza, accuse in gran parte false.

 



[1] Tra orientali, ortodosse, protestanti e riformate, le Chiese Cristiane non cattoliche sono circa una ventina. Ma se si considerano le chiese cosiddette “resistenti” e le “uniate”, nonché i neocristismi “restaurazionisti”, la cifra si avvicina ad una quarantina di fedi, gerarchie, riti e credenze comunque cristiane

[2] Lo fa in merito al potere di legare e sciogliere, che Gesù dette a Pietro: "Ti darò le chiavi del Regno dei Cieli; tutto ciò che avrai legato sulla terra resterà legato nei cieli e tutto ciò che avrai sciolto sulla terra resterà sciolto nei cieli" ( Mt, 16, 19).

"La Chiesa, avendo ricevuto da Cristo il potere di perdonare in suo nome, è nel mondo la presenza viva dell’amore di Dio che si china su ogni umana debolezza per accoglierla nell’abbraccio della sua misericordia. È precisamente attraverso il ministero della sua Chiesa che Dio espande nel mondo la sua misericordia mediante quel prezioso dono che, con nome antichissimo, è chiamato indulgenza" ( Giovanni Paolo II, Incarnationis mysterium, Bolla di indizione dell’Anno Santo, 1998).

[3 ] Per segnalare l'inizio del rito giudaico, si suonava un corno di ariete, in ebraico jobel, da cui deriva il termine cristiano Giubileo

[4] « come i Roman per l'essercito molto,
l'anno del giubileo, su per lo ponte
hanno a passar la gente modo colto,

che da l'un lato tutti hanno la fronte
verso 'l castello e vanno a Santo Pietro,
da l'altra sponda vanno verso 'l monte. »

(Inferno XVIII, 28-33)


Abbiamo disabilitato la possibilità di selezionare il testo per proteggere il nostro lavoro.
Gentilmente, non copiate i nostri articoli per i vostri siti ma, se volete, linkateli!
Grazie

 

Donazioni