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La [non] scelta nelle leggi elettorali for dummies. Un divertissement
di Marco Ottanelli

Cerchiamo di capire quanto sia ingannevole la vulgata “porcellum cattivo- mattarellum buono”, soprattutto riguardo alla diceria che, con il secondo, sia possibile scegliere il candidato. Anzi, rispetto proprio a questa MENZOGNA. Perchè di menzogna si tratta. Chi vi racconta che con la legge uninominale è possibile scegliere il candidato (quando in realtà non si può scegliere neppure il partito, essendo solitamente sulla schede presenti i simboli di larghe e momentanee coalizioni), mente sapendo di mentire.

Che la attuale legge elettorale abbia alcuni difetti, lo si sa; ma da qua a raccontare balle, ce ne corre. Non faremo una approfondita analisti scientifico -polititologica -comparativa tra i due sistemi (su questo sito lo abbiamo fatto molte volte!), ma seguiremo il ragionamento semplice semplice scelta-non scelta, e ci mettiamo pure il disegnino. Se chi non vuol capire non lo capisce neanche stavolta...Bhe, allora non sappiamo più cosa farci. Come diceva Totò in un famoso film: arragiatevi!

Nè il porcellum né il mattarellum permettono di esprimere le preferenze. I nomi dei candidati sono prestampati sulla scheda o sulle liste elettorali ufficiali. L'elettore deve soltanto votare per il partito. NON PUO' FARE ALTRO.

Come sapete, la Camera, ogni Camera, ha un numero definito di deputati, eletti in base alla popolazione e al territorio. L'Italia viene suddivisa in tanti pezzetti che esprimono ognuno un certo numero di deputati, la cui somma da il totale di 630. Quasi tutti gli stati del mondo hanno questo sistema, che garantisce una certa rappresentanza territoriale. Ognuna di queste circoscrizioni ha all'incirca lo stesso numero di abitanti (sì, ci sono eccezioni, c'è la Val d'Aosta, il Trentino, che hanno sistemi loro, ma facciamo finta per semplificare che tutto il paese sia soggetto alle stesse regole)

Se avessimo un collegio unico nazionale (come Israele, o i Paesi Bassi) dove votano tutti gli elettori italiani e che deve quindi eleggere 630 persone tutte in una volta, avremmo la seguente situazione:

Un grande territorio unificato------> una scheda elettorale molto lunga, (anzi, così lunga che è meglio scrivere l'elenco dei nomi solo sul manifesto elettorale) nella quale ogni partito indica 630 candidati. Senza le preferenze, passerebbero i primi in base al consenso raccolto da ogni lista.

Collegio unico nazionale, 630 candidati in lista

In tal modo, verrebbero eletti, per il PdT l'onorevole Trombetta, l'on. Tritoni, l'on. Lomacchio e giù giù fino alla quota assegnata dalla percentuale ricevuta (e forse con premio di maggioranza, se il PdT vince), mentre sarebbero eletti per il PdD l''on. Trombone, l'on. Li Masi, l'on. Cocozza, e giù ancora per quanti seggi spettano.

Facciamo ora l'ipotesi che si voglia invece dividere l'Italia in 3 zone omogenee, tre circoscrizioni elettorali. Ebbene, ognuna di esse eleggerebbe 210 deputati (630: 3). Quindi, quale sarebbe la differenza? Che la scheda elettorale vedrebbe prestampati 210 nomi per partito, e i vincitori sarebbero eletti a partire dal capolista (ricordate? Non ci sono le preferenze), in ordine.

3 circoscrizioni elettorali

Come si nota, la lista arriva al 210° e poi si blocca, un po' come se una tendina a scorrimento fosse stata tirata su dal basso...le schede/manifesti elettorali sono sostanzialmente identici, solo che ci sono un po' meno nomi. Possibilità di scelta da parte degli elettori? Zero.

Ma andiamo avanti. Supponiamo invece che si voglia suddividere il paese per regioni, cioè una regione corrisponderebbe ad una circoscrizione. A quel punto, avremmo 20 circoscrizioni che devono eleggere ognuna 31 o 32 deputati (630: 20). Ecco che avremmo schede elettorali corrispondenti con un pari numero di candidati per partito. Essi sarebbero eletti a partire dal primo capolista, non essendoci le preferenze.

20 regioni, 20 circoscrizioni.

 

La tendina ideale di prima è salita ancora più su...e adesso esclude tutti i candidati oltre il 32°....Per gli elettori non cambia niente, non scelgono nessuno, e Trombetta, Trombone, Tritoni, Li Masi, Guardalavecchia e Colabbona saranno comunque eletti. La battaglia sarà in basso, regione per regione.

Però quale è il problema di questa soluzione? Che si crea una differenza di rappresentanza, perché alcune regioni sono piccoline (Molise, Basilicata), mentre altre (Lombardia, Sicilia, Campania...) hanno milioni e milioni di abitanti. Allora si decide di suddividere le regioni maggiori in ulteriori circoscrizioni, in maniera che a tot abitanti corrisponda tot numero di eletti, circa lo stesso per ogni circoscrizione.

Ecco l'Italia divisa dunque in 27 circoscrizioni. Sapete cosa è questa? E' LA SITUAZIONE ATTUALE, QUELLA DEL PORCELLUM.

 


La tendina sale ancora, oscurando le posizioni oltre la 24a, ma ai primi posti il sole brilla ancora: lì saranno tutti eletti!

Seguendo la nostra semplificazione, supponendo che ogni circoscrizione elegga un numero identico di deputati, ci siamo trovati nel “caso porcellum” ovvero in quel che è effettivamente oggi la situazione. La odiata legge Calderoli funziona così come vedete, regalando un premio di maggioranza a chi prende più voti (stavolta il premio è toccato al PD). Eecco, diciamo che, in media, ogni circoscrizione elegge 24 deputati, quindi la scheda, quella che effettivamente troviamo il giorno delle elezioni, altro non è se non un adattamento alla dimensione della circoscrizione. Ogni partito presenterà 24 candidati, e saranno eletti nel solito modo: a partire dal primo della lista.

Ora andiamo avanti, immaginiamo che per qualche motivo, queste circoscrizioni non vadano più bene. Troppo grandi. Si decide quindi di suddividerle in unità più piccole, che magari prendano un altro nome...che ne dite di “collegi elettorali”? Bene, quanti ne vogliamo fare? Proviamo a farne uno per ogni provincia. Le province sono 110, quindi ognuna di esse eleggerà pochissimi deputati. La lista sulla scheda sarà molto corta...vediamo...630: 110...qualche provincia, le più grandi, ne eleggeranno 6, tutte le altre 5. Sulla scheda, non essendoci le preferenze, ogni partito o coalizione stamperà dunque 5-6 nomi. Saranno eletti i primi, a partire dal capolista.

110 collegi elettorali corrispondenti alle province


Ohi ohi...questa volta Colabbona per il PdD e Guardalavecchia per il PdT son rimasti fuori dai giochi... e anche La Quaglia e Caponi sono a rischio...Chi passerà? Di sicuro i primi dell'elenco, a prescindere dalla volontà degli elettori, perché, continuate a ricordarlo, non ci sono le preferenze.

OK, ancora qualcuno non è soddisfatto. Si vuole ridurre ancora il collegio. Sai cosa facciamo? Ne facciamo ben 630, uno per ogni deputato da eleggere. Di più sarebbe matematicamente impossibile. Questo vuol dire che saranno suddivise in diversi collegi anche le maggiori città. A questo punto la tendina salirà, salirà fino in alto, fino al numero uno. Ovviamente, sulla scheda, partiti o coalizioni, prestamperanno (le preferenze non ci sono!!) soltanto un nome, quello del capolista. Siamo tutti capolista! E chiameranno questa cosa qua “uninominale”. Che sarebbe poi il mattarellum. Viene eletto però solo il rappresentante del partito che riceve più voti, tutti gli altri voti, molto poco democraticamente, vengono “bruciati”.

Tanti piccoli collegi, 630 in tutta Italia...


SORPRESA: tra porcellum e mattarellum non c'è alcuna differenza sostanziale. Tranne che l'ultima, che nel mattarellum il partito che non arriva primo in un collegio, ma secondo, terzo o quarto, viene buttato nel cestino della non-rappresentanza. Il che è, a ben vedere, un clamoroso premio di maggioranza (come nel porcellum, più che nel porcellum) per chi vince: annulla tutti gli avversari! (1)

Quindi, facendo finta che vinca, in quel collegio, il Partito del Trangugia, ci rendiamo conto che tutti i discorsi che ci hanno fatto su “con l'uninominale si può scegliere la persona” sono feffe, bugie e feffe, menzoghe e feffe, nient'altro che feffe. Perché, tanto con il mattarellum quanto con il porcellum tanto con tutte le loro forme intermedie, nessuno di noi può scegliere il proprio candidato preferito, che è paracadutato dalle segreterie, e dobbiamo tutti arrenderci alla evidenza: sarà eletto - sempre e comunque- lui, l'onorevole Trombetta.


Il mattarellum è dunque meglio del porcellum? Come direbbe Totò: ma mi faccia il piacere!


(1) sì, lo sappiamo: in effetti nella legge Mattarella c'era anche un 25% di proporzionale, e poi lo scorporo, e poi il ricalcolo dei resti, ed il recupero su base regionale...Ma qua stiamo parlando di quanto avviene all'interno di un elemento territoriale elettorale, circoscrizione per circoscrizione, collegio per collegio...Si è detto all'inizio che semplificavamo per mettere a nudo la ratio delle due leggi elettorali. E poi, gli stessi fan del mattarellum son gli stessi che, con una serie di tendenziosi referendum, per fortuna falliti, volevano eliminare proprio la parte proporzionale..

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