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Due riflessioni sulla legge elettorale
di Marco Ottanelli

I tempi, la soluzione non è lì. In Italia si è fatta tragedia mondiale perchè per la formazione del governo sono passati due mesi (25 febbraio- 28 aprile) dalle elezioni. Dopo aver offerto un' ecatombe di armenti in sacrificio a Giove, i nostri politici, piegati sotto l'autoflagellazione e contornati dal coro delle prefiche giornalistiche, hanno invocato la soluzione divina: la riformadellaleggelettorale. In Germania, dalle elezioni all'annuncio della formazione del governo (non ha ancora avuto la fiducia, passerà ancora una settimana almeno) sono passati due mesi (22 settembre-28 novembre), e la cosa è perfettamente normale. Nemmeno un würstel sacrificato ad Odino, nemmeno una processione nel sacro bosco del Brandemburgo, ovviamente nessun idiota ed inutile e falsante e bugiardo accenno alla Bundeswahlgesetz. Perché in Germania pensano alle cose serie, non pensano alle cose inutili. A proposito:

La convenienza, un falso problema ma anche una falsa percezione. In una delle infinite e ormai ricorrenti discussioni che mi coinvolgono sull'eterna inutilità della questione legge elettorale, un interlocutore ferocemente antiporcellum, alla mia domanda di cosa ci sia di così mostruoso in tale sistema rispetto ad altri, mi ha risposto: “è fatta su misura per Lega e Berlusconi!”.

C'è molto da riflettere sull'odio irrazionale che la sinistra ed il suo elettorato prova per la legge Calderoli, che ha tutti i difetti che ha, ma che è una delle più banali leggi elettorali del mondo (voto alla lista che preferisci; chi arriva primo, becca il premio di maggioranza). E c'è da riflettere anche sulla pericolosissima sindrome che accompagna, dal 1993, le riforme elettorali, che non sono volute e studiate per far funzionare meglio il paese, ma per favorire una parte politica rispetto all'altra. Fin dalla sua emanazione, la sinistra ritiene il Porcellum il peggiore dei mali del mondo, una vera piaga biblica, ed imputa ad essa ogni male passato, presente e futuro. Eppure, con quella legge, la sinistra ha vinto due volte su tre, mentre con l'amato Mattarellum ha perso due volte su tre.

Dovrebbe bastare questo, per dimostrare in modo ampio e definitivo che ciò che fa vincere o perdere le elezioni non è la formuletta studiata a tavolino, ma, come in ogni luogo ed in ogni tempo, è il voto libero dei cittadini. Ma nulla, i fideisti piddini insistono: secondo loro, il Porcellum favorisce la destra, e punisce la sinistra.

Dimostriamo che, anche questa, è l'ennesima suggestione senza alcun fondamento. È anche facile, perché si tratta di analizzare dati precisi, numerici, di matematica, che, da Zanardelli in poi, è nota non essere un'opinione.

La domanda: Ma col il Porcellum, la Lega e Berlusconi sono davvero favoriti?

Metodo di analisi: per valutare l'effetto possibile delle due leggi elettorali, la n. 276 4 agosto 1993 e la n. 270 del 21 dicembre 2005, nel susseguirsi delle elezioni tra il 1994 ed il 2013, è necessario prescindere da quelli che potrebbero sembrare due parametri essenziali: il numero dei voti conseguiti da ogni lista, e la percentuale di voti validi raggiunta da ogni lista. Queste sono variabili, variabili indipendenti dalle leggi elettorali, quindi dobbiamo ricorrere ad un fattore fisso e riconoscibile, il numero di deputati e senatori che ogni lista ha guadagnato a conti fatti, ovvero dopo che il numero dei voti e le percentuali conseguite sono passate attraverso il meccanismo logico-matematico (collegi, circoscrizioni, sbarramenti, premi, resti, recuperi...) previsto dalla legge elettorale.

Quel che otterremo sarà il peso parlamentare di ogni lista che ci interessa, nel periodo del Mattarellum e nel periodo del Porcellum.

Camera

lega

f.i.+AN /pdl

Ds+marg/pd

1994 (vice il Polo)

117

113 + 109 = 222

115 + 33 = 148

1996 (vince l'Ulivo)

59

122 + 92 = 214

172 + 67 = 239

2001 (vince il Polo)

30

178*+ 99 = 277

136 + 80 = 216





Tot. mattarellum

206

703

603





2006 (vince il PD)

23

134 + 72= 206

218

2008 (vince il PDL)

60

275

217

2013 (vince il PD)

19

97

297





Tot. porcellum

102

578

732

* in realtà i seggi guadagnati elettoralmente a furor di popolo da Forza Italia nel 1996 furono ben 193, ma non furono attribuiti tutti per uno dei tanti difetti tecnici del “Mattarellum”

Il dato che spicca maggiormente è che la Lega viene fortemente penalizzata dall'adozione della legge scritta da uno dei suoi stessi esponenti, Calderoli: con il Porcellum, alla Camera, la formazione di Bossi ottiene, come massimo numero di deputati, 60. Con la legge tanto amata dal centrosinistra, i leghisti trionfarono nel 1994 con la bellezza di 117 deputati. Sommando il risultato in seggi del periodo mattarelliano, e confrontantodolo con quello porcelliano, è immediatamente evidente che nel primo abbiamo avuto più del doppio dei deputati leghisti rispetto al secondo.

Forza Italia, con l'alleata An, poi confluite nel Pdl, nelle tre legislature con il Mattarellum, hanno fatto man bassa, alla Camera, accumulando ben 700 e passa seggi a fronte di quasi un terzo in meno nel periodo del porcellum. Addirittura nel 2001 la messi è stata così ampia che, a causa della mancanza di candidati eleggibili a fronte della pioggia di scranni, ben 15 di essi rimasero vuoti durante tutta la legislatura. La clamorosa vittoria di Berlusconi nel 2008, con il premio di maggioranza, lo ha portato ad avere meno deputati di quel 2001 con il mattarellum, il 19% in meno, per la precisione.

Proporzione inversa per i Ds+ Margherita – Ulivo – Pd: nelle legislature con la legge che tanto aborriscono, hanno avuto, alla somma delle somme, ben 130 deputati in più, nelle condizioni attuali, rispetto al passato da loro tanto rimpianto, giungendo nel 2013 a sfiorare i 300 seggi, con un incremento percentuale del +21%

Senato

lega

f.i.+AN /pdl

Ds+marg/Ulivo/PD

1994

60

36+48= 84

76

1996

13

79 + 41= 120

62 + 39 = 101

2001

17

82+45 = 127

65 + 43= 108





Tot. mattarellum

90

331

285





2006

13

77+41 = 118

108

2008

26

146

119

2013

17

98

109





Tot. porcellum

56

362

336


I risultati al Senato della repubblica sono basati sulle circoscrizioni regionali. Ecco quindi che le formazioni locali sono sempre un po' sovrappresentate. Anche in questo caso, la Lega mieteva più seggi con il mattarellum che con il porcellum, ed il suo peso in senato è stato pesantissimo. A conti fatti, nelle tre legislature ultime, ha accumulato comunque una rilevanza nettamente inferiore rispetto alle precedenti. Se il Polo/Pdl con il porcellum ha ottenuto un 10% di senatori in più sul totale generale, l'Ulivo-Pd ne ha avuti ben il 17% in più.

La somma delle somme: la convenienza.


lega

Fi+An/PDL

Ds+marg/Ulivo/PD





Tot. Deputati +Senatori nelle tre legislature con il Mattarellum

296

1034

888

Tot. Deputati +Senatori nelle tre legislature con il Porcellum

158

949

1068

Mi rendo conto che la somma è inusuale e fuori da ogni classificazione politologica, ma credo sia un interessante e definitivo modo di rispondere all'interlocutore citato all'inizio dell'articolo, che sosteneva come la Calderoli fosse una legge fatta su misura per Lega e Berlusconi. Come ben si nota dallo schema qua sopra, la sinistra, che con il Porcellum ha vinto due volte e quindi due volte si è accaparrata i premi di maggioranza, ha avuto una rappresentanza ed una potenzialità parlamentare decisamente più ampia, forte, robusta di quanto non abbia mai avuto con il Mattarellum, legge con la quale ha perso due volte. E, viceversa, Lega e Pdl sono stati fortemente penalizzati dalla riforma del 2005 (peraltro copiata dalla legge elettorale della regione Toscana del 2004, Toscana a guida prima diessina e poi piddina).

Le nebulose e falsanti polemiche sulla riforma della legge elettorale che soffocano ogni vero ed importante dibattito politico-sociale nel nostro paese, dovrebbero tener conto di tutto questo, soprattutto per una insuperabile verità antica come il suffragio universale: il risultato delle elezioni non dipende dalla legge, ma dai voti che un partito è in grado di meritarsi. E chi perde tempo dietro alle formulette magiche, trascurando la profondità e la drammaticità di problemi come la democrazia e la sua estensione, la distribuzione della ricchezza, i diritti civili, le responsabilità effettive, il progetto economico, energetico, culturale di questa e della prossima generazione, chi trascura tutto questo per inseguire gli spettri del porcellum o i fantasmi del mattarellum, di voti se ne merita pochini.

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