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Punti di forza e di debolezza dei partiti in lizza per le prossime elezioni
... ed un pizzico di ironia
di Marco Ottanelli

Deve essere bello essere europei, vero? Avere le elezioni ogni cinque anni, regolarmente, assaporando il ritmo del cambiamento e della evoluzione ponderata della società che si riflette sulla politica, e attendendo con maturità il lustro successivo per fare un bilancio; e riconoscere, quinquennio dopo quinquennio, decennio dopo decennio, gli stessi solidi partiti di sempre, con lo stesso simbolo, gli stessi non rigidi ma coerenti ideali, cornici forti di garanzia democratica all'interno delle quali mutano, attraverso democratici congressi, democratiche discussioni ideali, democratiche pratiche di selezione, i leaders ed i programmi, in una linea logica e senza soluzione di continuità con il passato, proiettata verso il futuro.

Da noi, no: qua vige la sorpresa, il colpo ad effetto, il leaderismo peronista, il ribaltamento del precedente, la rottura, la novità che si sovrappone alla storia, il rimescolamento delle alleanze, degli ideali, dei rapporti, la smentita totale ed impunita di quanto affermato ed agito fino al giorno prima, in un fiorire psichedelico di simboli, di falsi nuovi movimenti, di sigle, di coalizioni che si smembrano e si ricompongono come palline di mercurio impazzite, voltagabbana al cubo, e personaggi inestinguibili, idrorepellenti, ignifughi, immarcescibili, che sopravvivono alla fine di un partito e si ritrovano, unici elementi immutabili, in uno completamente nuovo.

Proviamo a dare un'occhiata ideale alla prossima scheda elettorale, esaminiamone i simboli vecchi e nuovi, e le liste riportate, e analizziamone, a grandi linee, le criticità ed i punti di forza.

Ndr: visitando i siti dei vari partiti, una delle cose più difficili da scovare, in genere, è stato il programma. Abbondano foto di gente che stringe le mani ed ironie sugli avversari. Nessuno indica esplicitamente, in una apposita nota, chi sia il “capo politico”, figura che deve essere dichiarata al momento del deposito del simbolo stesso, così come previsto dalla legge. Nella maggior parte dei casi lo si desume in forma logica, ma la politica è fatta anche di questo genere di formalità.


Partito Democratico

Reduce da una strana legislatura (per quasi quattro anni, all'opposizione, poi in una maggioranza di “responsabili” a sostengo di Monti, ora, in campagna elettorale, ancora all'attacco della maggioranza stessa), il PD ha dimostrato di essere un partito estremamente elastico, capace di resistere a molteplici tensioni, e si prospetta a diventare il partito di governo prossimo venturo.

Punti di forza: 1, Una delle poche liste a non presentare (meritoriamente!) il nome del leader nel simbolo, ha però un segretario politico ed un candidato premier scelti entrambi con primarie aperte, sistema che, con tutti i limiti e gli ostacoli tecnici propri, è comunque abbondantemente democratico. Ed entrambe le volte il nome indicato è lo stesso, Pierluigi Bersani, che gode quindi, se non di un consenso unanime, di una indiscutibile legittimazione. 2. Ha una struttura fortissima sul territorio, ed ha saputo resistere sia alla scissione di Rutelli (non dimentichiamoci che il PD è nato solo nell'ottobre del 2007 dalla fusione dei diessini veltroniani e dei margheriti rutelliani...), sia alla fuoriuscita delle teste di ponte liberaliste-conservatrici volute da Veltroni (Calearo, Cesario, la Binetti ecc ecc), sia alla dura campagna di Renzi prima e durante le primarie, dimostrando di essere un punto di riferimento solido per una larga parte di opinione pubblica. 3. Ha interessi economici stratificati ed importanti in tutti i campi (assicurativo, bancario, cooperativo, industriale), e, incurante dei conflitti, ne sfrutta ogni potenziale. 4. Ha un rapporto privilegiato con una componente del sindacato, largo consenso tra gli statali, e, essendosene fatto il difensore, della lobby degli amministratori locali. 5. A livello internazionale, il PD ed il suo segretario-candidato alla presidenza del consiglio, hanno una certa fama di affidabilità. 6. Ha escluso alcuni impresentabili dalle liste, ha candidato alcune personalità d'eccellenza, ed ha accennato ad un certo rinnovamento.

Punti di debolezza: 1. la natura chimerica del PD si riflette nelle sue mille anime, nelle sue mille rivalità interne, nelle sue mille visioni del futuro. Non c'è argomento pregnante sul quale il PD non si sia spaccato, sul quale ci sia stata unanimità. Economia, diritti civili, alleanze, lavoro, persino sullo statuto...ci son più differenze all'interno di questo singolo partito che in un intero parlamento nazionale di un qualsiasi stato occidentale. “Tutto ed il contrario di tutto”, buon modo per raccogliere voti, maledizione quando si tratta di governare. 2. Ha subìto, e sta subendo in questi giorni, un'ulteriore emorragia di personalità (soprattutto di ex area renziana) che migrano verso altri lidi, in particolare la Lista Monti, compresi pezzi grossi come Ichino e Ceccanti, ed un gran numero di esponenti locali. 3. I candidati renziani, quelli almeno che non hanno saltato il fosso, mollando Renzi e Bersani in un colpo solo, hanno già creato una sede romana ed una sorta di coordinamento, qualcosa di ben più solido di un ideale comune, e che somiglia fortemente alle strutturate correnti DC di una volta. Nasce un dubbio: ma questi prossimi onorevoli, a chi risponderanno? Al partito, al gruppo parlamentare, o piuttosto ad un loro leader proprio, il sindaco di Firenze, che non è neppure eletto alle camere? 4. I suoi legami con le strutture economiche di cui sopra lo avviluppano in una seri di conflitti di interessi incrociati che ne limitano l'autonomia decisionale legislativa. 5. La sua doppia natura di partito riformista e di partito di stabilità gli impediscono di collocarsi tra i partiti progressisti europei. 6. Oscilla elettoralmente tra l'alleanza con Sel ed una sorta di patto di ferro con i moderati democristiani. Anzi, l'unico punto fermo della politica bersaniana, e non da adesso, ma da cinque anni a questa parte, è l'alleanza con i moderati, ovvero con l'UDC di Casini, ora esplicitamente estesa fino a Fli di Fini, tramite la dichiarazione di voler co-governare con Monti. Tenendo conto che uno schieramento che vinca le elezioni, stante la legge elettorale attuale, si attribuisce la maggioranza assoluta dei seggi, e che quindi non ha alcun bisogno di alleanze post-voto, se tale partito invece chiama al governo del paese una forza terza, non solo rinuncia al suo diritto di governare e di applicare il suo programma, ma rifugge anche il corrispondente dovere di farlo, e quindi la conseguente responsabilità.

Il programma: si trova on line, assieme ad un codice etico, i piani nazionali per le riforme, ed altri documenti. Il link è questo: È importante leggerli tutti, perché spesso c'è più ciccia in questi che non nel programma in senso stretto. C'è veramente tutto, lì dentro, comprese clamorose contraddizioni con l'operato appena svolto. Ma soprattutto c'è la manifestazione esplicita che il PD vuole governare con l'UDC e Monti. Frase chiave (almeno secondo noi): Qui vive la ragione più profonda che ci spinge a cercare un terreno di collaborazione con le forze del centro liberale. Per questo i democratici e i progressisti s’impegnano a promuovere un accordo di legislatura con queste forze (traduzione di Collodi: Pinocchio, alla vista di quello spettacolo straziante, andò a gettarsi ai piedi del burattinaio e piangendo dirottamente e bagnandogli di lacrime tutti i peli della lunghissima barba, cominciò a dire con voce supplichevole: — Pietà, signor Mangiafoco!..)


Popolo delle Libertà

Ha vissuto l'ultima fase della legislatura con sofferenza, travagliato tra le vicende giudiziarie del capo e la sfiducia delle cancellerie europee. Si è da relativamente poco dato una struttura da partito vero, con un segretario e tutto il resto, e non ha mai smesso di essere uno dei gruppi più influenti in Parlamento, pur sembrando pochi mesi fa al collasso.

Punti di forza: 1. una incredibile capacità autorigenerativa, peggio della coda delle lucertole. Ha dimostrato di essere come l'araba fenice, che rinasce dalle proprie ceneri, e in un momento nel quale nessuno avrebbe scommesso un cent sul futuro di questa formazione. 2. Berlusconi. È innegabile, ma è il loro incomparabile, insostituibile jolly. Quando il partito ha accennato alle primarie per scegliere il suo leader, si è frantumato in mille schegge come un cristallo, si sono presentati più di una quindicina di aspiranti, e son volati i coltelli. Mai come in quei momenti i sondaggi davano il PDL tanto basso. Poi è tornato sulla piazza lui, aiutato ed evocato ed incensato dai suoi falsi nemici storici della cosiddetta stampa libera, e dai politici finti avversari che senza di lui erano in asfissia argomentativa, ed il Popolo delle Libertà ha recuperato compattezza, lustro, splendore e voti, tanti tanti voti. 3. ha retto alla grossa scissione di Fini, alla fuga di deputati e senatori, all'abbandono di volti storici (Scajola, Tremonti) e all'ultima uscita di La Russa, Meloni e Crosetto. 4 ha degli elettori pronti ad ingoiare qualsiasi rospo normativo, etico, strutturale. Molto comodo. 5. Angelino Alfano. Il segretario si sta dimostrando più coraggioso e preparato del previsto. Non solo non si lascia [più] andare a umilianti scontri o proclami in TV, ma è riuscito a mantentere la carica, a piazzare Berlusconi al Senato (un modo molto elegante per dire che non sarà il candidato presidente del consiglio), e far eliminare dalle liste nomi di grandissimo peso ed influenza (come Dell'Utri, Cosentino, Papa) a costo di scontri quasi fisici con gli stessi. 5. i giornali e le televisioni di proprietà, concetto e situazione che conosciamo fin troppo bene, con la schiera di giornalisti e presentatori schieratissimi-anche in Rai.

Punti di debolezza: 1. Berlusconi. È talmente indispensabile che, se dovesse venire a mancare al partito, lo stesso finirebbe di esistere. 2. non ha ancora, nonostante esista in sostanza dal 1994, un chiaro e limpido programma fatto di misure attuabili e concrete. 3. ha su sé stesso il peso di una impresentabilità internazionale ormai palese, evidente, conclamata. 4. ha su sé stesso il peso di aver portato l'Italia sull'orlo del baratro nonostante le politiche prudenti del rinnegato Tremonti, e di aver costantemente lasciato innalzarsi la spesa pubblica e la inefficienza senza nessun intervento riparatore. 5. è costantemente al centro di scandali giudiziari che investono molte articolazioni e moltissimi esponenti del potere pidiellino, dall'Aquila alla Maddalena, dalle questioni campane ai fallimenti finanziari toscani di Verdini, dalla moltitudine di indagati in Lombardia, fino alla condanna per evasione fiscale del Capo, ancora sotto processo per il caso Ruby (sfruttamento della prostituzione minorile). 6. una parte della imprenditoria, una parte dei liberali e una parte delle gerarchie cattoliche lo ha abbandonato in favore del centro cattolico. 7. ha approvato tutte le norme stabilite dal governo Monti, ed il suo tentativo di far credere di essere “opposizione” non convice. 8. il caos ignobile delle vicende delle liste, l'ultimo giorno della presentazione, potrebbe fargli perdere qualche cacicco ed i suoi voti. 8. l'eterno conflitto di interessi. Su quasi tutto, e questo tutto pesa, a volte negativamente.

Il programma: viene presentato come un patto tra i candidati e gli elettori. I candidati si impegnano a.... Ecco il link. Si caratterizza per la struttura per punti di estrema sintesi e per la sicumera mostrata da chi l'ha scritto. Appare interessante quante cose si promettano, tutte cose che non son state fatte dal governo Berlusconi in quattro anni, quando lo stesso deteneva il potere con una maggioranza molto ampia. Frase chiave (almeno secondo noi): Eliminazione dell’IMU sulla prima casa, No alla patrimoniale, No all’aumento Iva, Tendenziale azzeramento dell’Irap. (Traduzione di Collodi: E intanto il povero burattino pensava dentro di sè: E se invece di mille monete, ne trovassi su i rami dell’albero duemila?... E se invece di duemila, ne trovassi cinquemila? E se invece di cinquemila ne trovassi centomila? O che bel signore, allora, che diventerei!...)

 

Movimento Cinque Stelle

Fondato, basato, creato, gestito, appoggiato dalla piattaforma internet del blog di Beppe Grillo, ha conseguito buoni risultati alle amministrative, ma di questo stesso successo pare soffrire, visto che espelle eletti uno via l'altro.

Punti di forza: 1. la novità. In politica la novità non è mai da sottovalutare, ed il M5S si presenta per la prima volta alle elezioni nazionali, con candidati nuovissimi, che non hanno fatto carriera nei partiti né in fondazioni bancarie, con schemi ed obiettivi nuovi. 2. conseguente dal punto primo, sono l'unico partito (checché ne dicano, sono una specie di partito) che non ha mai non solo governato, ma neanche votato neanche una delle leggi attualmente in vigore. A differenza di tutti gli altri, che si sono susseguiti al potere in un balletto di alternanze, alleanze, desistenze, patti, crostate, lodi, il M5S è l'unico vergine, da questo punto di vista, e l'unico che può criticare l'esistente senza averne la responsabilità. 3. la critica: è uno dei suoi modi di essere, talvolta esasperato, talvolta parossistico, talvolta populista e persino volgare (“vaffanculo”, cit.). Ma in questo modo acchiappa. 4. propone molte cose di buon senso comune e di facile impatto, senza giri di parole oscure, ed ha messo in luce alcune criticità, fatte poi proprie da un sacco di liste e candidati (i rimborsi ai partiti, la ineleggibilità dei condannati, le spese pazze della politica) che sarebbero altrimenti rimaste nell'ombra. 5. Lo hanno detto e lo hanno fatto: i suoi eletti si stanno riducendo gli "stipendi" ed i gruppi rifiutano i rimborsi elettorali.

Punti di debolezza: 1. l'assoluta, conclamata, esaltata mancanza di democrazia interna che permette a due soggetti, due privati cittadini, Grillo e Casaleggio, di disporre di simbolo, piattaforma, statuto e candidature (nonché controllo sugli eletti) sostanzialmente a loro piacimento, a loro puro arbitrio. Addirittura il simbolo e la piattaforma sono di loro proprietà privata, il movimento è per sua natura privo di strutture, e quindi sono completamente assenti, anzi, impossibili, tutti i modi e gli strumenti decisionali e di controllo democratici. Il susseguirsi di espulsioni non è mai dovuto ad un organo rappresentativo, ma all'umore dei due padroni, che dispongono, impongono, “ritirano il permesso”, sfiduciano rappresentanti di organi elettivi come se fossero loro marionette. 2. la appassionata predilezione per la teoria del complotto...e le banche e il signoraggio e il golpe e i cattivi che tramano contro Grillo, e google che si allea con i poteri forti italiani...ce ne hanno sempre una, a furia di gridare al lupo al lupo, si sa come finisce. 3. l'impreparazione. Va bene essere novizi, ma un po' di preparazione e di saperci fare nei palazzi delle istituzioni non guasterebbe. La completa ignoranza dei meccanismi dello stato non è un bene, e porta anche a disastri annunciati (annunciati da chi ha un minimo di consapevolezze ed istruzione specifica), come quello dei referendum tutti irricevibili. 4. la poca coesione: se uno non-statuto è possibile, allora è possibile anche un non-partito, una non-ideologia comune, una non-comunanza di intenti, una non-coerenza in termini di voti, scelte, decisioni. Un gruppo di persone unite solo da molti slogan rischia di disgregarsi in granelli di sabbia pronti a volare via lontano al primo soffio di vento, o a sciogliersi alla prima pioggia. 5. il sincero odio degli altri partiti. Essere isolati, in politica, non è mai un successo.

Il programma. A differenza di molti altri programmi, indica non solo molte cose “giuste” da fare, ma anche una serie specifica di norme “sbagliate” da abrogare. Lo leggete qua. Ci sono molte proposte un po' immaginifiche e molte proposte anticasta . Vengono indicati anche una serie di “obiettivi raggiunti” (ovviamente non da loro, che non erano al potere), e questo ci fa chiedere quando sia stato scritto il programma per queste elezioni. Frase chiave (almeno secondo noi): L’informazione è uno dei fondamenti della democrazia e della sopravvivenza individuale. Se il controllo dell’informazione è concentrato in pochi attori, inevitabilmente si manifestano derive antidemocratiche. (traduzione di Collodi: Tutti ci sgridano, tutti ci ammoniscono, tutti ci dànno consigli. A lasciarli dire, tutti si metterebbero in capo di essere i nostri babbi e i nostri maestri; tutti; anche i Grilli-parlanti. Ecco qui: perché io non ho voluto dar retta a quell’uggioso di Grillo, chi lo sa quante disgrazie, secondo lui, mi dovrebbero accadere! )


Scelta Civica con Monti

Una lista nata dalla improvvisa e in un certo senso contraddittoria (con le sue stesse affermazioni dei mesi scorsi) decisione del Presidente del Consiglio di farsi leader di una coalizione a lui ispirata e di una formazione propria. Raccoglie, come dice il sito web di Scelta Civica, esponenti della ormai pervasiva “società civile”, ma, al contrario di quanto apertamente affermato sullo stesso sito, che garantisce verginità assoluta in tal senso, anche un bel po' di ex onorevoli di altri partiti, e tanti profughi dagli stessi.

Punti di forza: 1. altra lista inedita, ma molto navigati sono i suoi componenti. Punto di forza doppio, per il target elettorale al quale si rivolge. 2. Monti è un personaggio noto a livello mondiale, gode di forte stima ed amicizia negli ambienti politici e finanziari; ha governato con rigore anche superiore alle direttive della famosa lettera della BCE, e se ha fatto qualche errore di carattere sociale, ai mercati interessa poco. 3. ha sottratto energie, nomi e candidati a molti movimenti e partiti concorrenti, quasi azzerando la lista di Oscar Giannino, e trascinando nei suoi ranghi una folta schiera di renziani, di piddini, insomma. 4. si è conquistato la benedizione (magari ricambiata con qualche favoruccio legislativo) delle gerarchie vaticane, e della finanza cattolica, che hanno un peso non secondario. 5. Monti è noto come persona seria ed affidabile, ed ha una competenza innegabile nei temi economici, riconosciuta anche dagli avversari. 6. Scelta Civica si è imposta come un soggetto politico accreditato fin da subito, e pare sia diventata necessaria per la formazione del prossimo governo. 7. Monti ha governato con UDC, PD e PDL. Nessuno di loro può attaccarlo o rinnegarlo più di tanto. Da Casini (tasso minimo di critica) a Berlusconi (tasso massimo), i suoi alleati, concorrenti o avversari, radicati nella seconda repubblica fin dalla sua nascita, non possono scatenargli addosso tutto il loro potenziale di fuoco.

Punti di debolezza: 1. troppi ex di partito (anzi, di partiti) con storie e frequentazioni diverse tra loro. Si rischia l'effetto accozzaglia. In giacca, cravatta e conto milionario in banca, ma accozzaglia. 2. la lista ha avuto pochissimo tempo per formarsi, è ancora in fieri, si può dire, come gruppo, e, a parte la fama del leader, non ha una capacità comunicativa molto alta, in campagna elettorale. 3. Monti ha deluso molti, in questo anno di governo, se ne rende conto, e adesso promette riduzioni delle tasse (!), rimodulazione dell'IMU (!!), revisione della riforma Fornero (!!!). Un po' triste. 4. essere troppo elitari, e accusare tutti coloro che non sono in linea con te di essere fuori dalla storia, non sempre paga. 5. L'economia mica va tanto bene, dopo un anno di cura Monti, e gli effetti sullo spread ed altro ancora forse son più dovuti alla mossa di Draghi. Glielo dicono anche i suoi ex alleati e qualche rivista finanziaria internazionale...

Programma: intanto non si chiama programma, ma Agenda...è un po' arida, come agenda, trattando quasi esclusivamente di temi economici, e di altro sotto forma di “risorsa economica”. Frase chiave (secondo noi): Con l’avanzo primario raggiunto, il debito è posto su un sentiero di riduzione costante a partire dal prossimo anno. Per questo, se si tiene la rotta, ridurre le tasse diventa possibile (traduzione di Collodi: Vado ad abitare in un paese.... che è il più bel paese di questo mondo: una vera cuccagna!... — E come si chiama?— Si chiama il «Paese dei Balocchi.» Perché non vieni anche tu?)

 

Lega Nord

È il partito più “anziano” del parlamento italiano, risalendo addirittura al 1992, eppure, dopo la sostituzione dell'apparato dirigente a seguito degli scandali del tesoriere Belsito e delle spese di Enzo Bossi, la Lega vive una fase completamente nuova, dal futuro e della meta non ancora definiti. Di questo il Carroccio è talmente consapevole che il suo nuovo sito web si chiama, significativamente Lega Nord 2.0

Punti di forza: 1. la dimensione locale e territoriale. L'essere espressione, nel bene e nel male, di una fetta di Italia che si identifica in un movimento, ed la alta concentrazione in poche circoscrizioni che ne determina una sovrarappresentazione a livello nazionale. 2. l'essere conseguentemente essenziale per la vittoria in regioni chiave come Lombardia, Piemonte, Veneto, che, attraverso i premi di maggioranza regionali, diventano la via per la vittoria su scala nazionale. Il PDL ha dovuto riallearsi con Maroni, ob torto collo. 3. un certo sentimento di rivalsa anti-montiana potrebbe trovare sfogo proprio nella Lega. 4. il nuovo segretario, Maroni, che sta tendando una operazione di spersonalizzazione (debossizzazione) del partito ed una fase politica con meno elmi cornuti e spadoni e più politica reale.

Punti di debolezza: 1. il crollo di immagine, di consenso, di dignità dopo lo scandalo delle ruberie, che ha portato i celoduristi ad essere sbeffeggiati e insultati dai loro stessi elettori. 2. la parziale uscita di scena di Umberto Bossi: per quanto ormai assolutamente impresentabile e quasi incapace di badare a sé stesso, rimane(va) pur sempre un simbolo, un totem della tribù leghista. 3. la incapacità di passare il Po: ci aveva provato, negli anni scorsi, con discreti successi in Emilia, ma pare che quella spinta sia stata tutta assorbita dal M5S. 4. la sua durissima opposizione a Monti, da destra, la ha isolata più di quanto non credesse un anno fa, a livello di sensibilità popolare. 5. ma alla secessione, alla indipendenza, al federalismo duro e puro, chi ci crede più?

Il programma: divise in tanti capitoli ognuno con delle sottocategorie, ognuna con divesi paragrafi, Le Idee della Lega vedono al primo posto federalismo, autonomie, comunità locali, ed insistono molto sulle questioni economiche, con molto conservatorismo condito da una ferma voglia di rivalsa. Frase chiave (secondo noi): La Lega Nord sostiene che un referendum consultivo sul mantenimento della moneta unica (sistema monetario integrato) sia la strada più corretta per rendere più democratica la costruzione dell’integrazione comunitaria e, soprattutto, per far decidere in prima persona ai popoli che tipo di moneta vogliono. (traduzione di Collodi: Questo paese non somigliava a nessun altro paese del mondo... Nelle strade, un’allegria, un chiasso, uno strillìo da levar di cervello! Branchi di monelli da per tutto: chi giocava alle noci, chi alle piastrelle, chi alla palla, chi andava in velocipede, chi sopra a un cavallino di legno)

 

Unione di Centro

Ha offerto a Monti la totale fedeltà e affidabilità, è stato il suo perno e la sua base d'appoggio parlamentare, ma è riuscito a non farsi criticare dalla opinione pubblica anti-montiana con un'abilissima capacità mimetica.

Punti di Forza: 1. come l'oro, come il platino: niente li ossida, niente li intacca. Attraversano ere politiche senza scomporsi, sono democristiani di lungo corso e di ampie prospettive. Lo sanno, e lo fanno pesare. 2. Casini si è posto al centro, ma al centro di tutto: è ormai più di un ago della bilancia, è la bilancia stessa. Tutti lo hanno corteggiato, tutti gli hanno inviato fiori, cioccolatini, biglietti d'amor. Ma è stato lui, e lui solo, a scegliere, e si è fuso in un abbraccio di passione con l'ultimo arrivato dei pretendenti, Monti. Gli altri, gelosissimi, fremono impazienti per una attenzione, un cenno del capo, un semplice sguardo. 3. L'UDC non ha mai perso il sentimento di feeling con il Vaticano ed il PPE: serve anche questo. 4. Sono molti i politici di vari schieramenti che sono confluiti nell'UDC. 5. la vittoriosa alleanza in Sicilia ha messo l'ipoteca su qualsiasi possibile avversità con il PD, che deve stare zitto e buono.

Punti di debolezza: 1. paradossalmente la assoluta vicinanza con la lista Monti potrebbe indurre alcuni elettori ad optare per quest'ultima. O il partito stesso a rimanerne occulato... 2. Manca la star tra i candidati: sì, non è lo stile UDC, ma pare sia diventato lo stile degli italiani. 3. pare non riuscire mai a sfondare nei risultati. Il suo zoccolo duro è un muro insuperabile. Se non ci fossero ora il PD ora il PDL a trascinarlo al potere, potrebbe diventare un partitello marginale.

Programma: sul sito, il programma vero e proprio non si trova. Si suppone che si rimetta a quello della lista Monti. Pensiamo quindi che si debba far riferimento al manifesto programmatico. Frase chiave (secondo noi): Abbiamo ormai alle spalle quasi un ventennio sprecato. (traduzione di Collodi: Pinocchio, non sapendo più dove nascondersi per la vergogna, si provò a fuggire di camera, ma non gli riuscì. Il suo naso era cresciuto tanto, che non passava più dalla porta)


Sinistra Ecologia Libertà

Per la prima volta SEL si sottopone al giudizio degli elettori italiani a livello nazionale, visto che è nata, nella sua forma attuale, solamente il 20 dicembre 2009. Precedentemente un raggruppamento chiamato Sinistra e Libertà e comprendente anche i Verdi, il PSI ed altri, si era presentato alle europee. Da fuori il parlamento, ha sostenuto una costante opposizione al governo Monti.

Punti di forza: 1. appare come il PD che non c'è per molti potenziali elettori piddini che cercano più sinistra e meno centrismo. 2. si propone come un pungolo al prossimo governo contro le politiche liberiste e di destra 3. il suo leader Nichi Vendola ha un discreto appeal, ed ha partecipato alle primarie del centrosinistra raggiungendo il risultato del 15,6% e che lo ha di fatto accreditato come l'altra colonna della coalizione. 4. Vendola è considerato, da una certa parte dell'opinione pubblica, come un ottimo amministratore, e come un ottimo politico (fu eletto per la prima volta nel 1987) per il suo impegno in commissione antimafia.

Punti di debolezza: 1. Sel è stata protagonista di uno dei giri di valzer più clamorosi e rapidi della politica italiana degli ultimi decenni, passando, nello spazio di pochi mesi, dal patto con Pd ed Idv (la famosa foto di Vasto), alla alleanza – quasi federazione con Idv in chiave fortemente polemica verso il Pd, fino al rinnegare da un giorno all'altro Di Pietro per fondare una coalizione con il Pd, che sosteneva, sostiene e sosterrà Monti, e che prospetta l'alleanza con Casini. 2. Vendola, alle primarie, non ha trascinato quasi nessuno degli elettori del PD dalla sua parte, quindi, se vuole aumentare i suoi voti, si deve inventare un altro bacino di pesca. 3. oppure Vendola...diceva lo slogan delle primarie, ma oppure cosa? Gli altri esponenti del partito e gli altri candidati sono misconosciuti, sfidiamo chiunque a citarne a mente più di tre. 4. Se Nichi Vendola è uscito assolto “per non aver commesso il fatto” da una inchiesta giudiziaria, lo stesso non vale per molti esponenti della sua maggioranza in Puglia, ancora sotto la lente della magistratura. 5. non del tutto soddisfacente pare sia stata la sua gestione della crisi dell'Ilva 6. i risultati delle primarie per i parlamentari sono stati oggetto di furiose polemiche, soprattutto in provincia di Salerno. 7. l'eterno scontro d'odio con gli ex compagni di Rifondazione.

Il programma: ad oggi, il sito di Sel appare in parziale ristrutturazione. Il programma, da link apposito, non è raggiungibile, e, tramite ricerche sul web, l'unico rintracciabile è un documento che appare un po' datato...Molto lungo ed articolato, insiste con particolare vigore su diritti e lavoro. Frase chiave (secondo noi): C’è bisogno di una sinistra più ambiziosa, aperta alle nuove culture critiche, capace di conservare memoria del passato e con lo sguardo rivolto al futuro. (traduzione di Collodi: il burattino cominciò a camminare per quella viottola, che conduceva al paese. Ma il povero diavolo non sapeva più nemmeno lui in che mondo si fosse).


Rivoluzione Civile

Formazione neo-nata per raccogliere un eterogeneo raggruppamento di movimenti e partiti tra loro anche molto diversi, che affida, anche graficamente, la sua immagine al magistrato siciliano Antonio Ingroia, e che si pone come una forza esplicitamente contraria alle politiche di Monti, con manifeste simpatie (almeno da parte di Ingroia) nei confronti dei Cinque Stelle.

Punti di forza: 1. le strutture di partiti pre esistenti che hanno fornito uomini, danari, mezzi. Senza, con la sola retorica della società civile, si combinava ben poco. 2. La figura simbolo di Ingroia, eroe dell'antimafia, eroe dell'antiberlusconismo, eroe della resistenza ai cattivi, eroe della inchiesta sulla trattativa, inchiesta capace di stimolare l'interesse tanto di una parte dell'opinione pubblica sensibile alla lotta alla mafia, quanto degli amanti del complotto ad ogni costo, che son comunque voti. 3. la presenza tra i candidati di un gruppo di giornalisti amici e con un loro pubblico personale, e l'appoggio quantomeno morale di gruppi editoriali e di star del giornalismo 4. Riv Civ ha rivitalizzato un elettorato che temeva di essere, e rimanere, senza rappresentanza.

Punti di debolezza: 1. Pezzi di “società civile”, “arancioni”, magistrati, ex magistrati, i residui di una Idv lacerata e quasi annichilita, le rimanenti forze di una Rifondazione incapace di darsi un ruolo autonomo, individualità forti in uno spazio ristretto, ideali e radici diversissime, comunisti e dipietristi, garantisti e giustizialisti, gente che si scannava fino a ieri, oggi unita in un ideale rivoluzionario...I cartelli elettorali, da noi, non hanno avuto mai un grande futuro. 2. Il ruolo delicatissimo di Ingroia in delicatissime inchieste, il fatto che non si sia dimesso dalla magistratura, l'abbandono della missione ONU in Guatemala, la sua teoria (tutta da dimostrare) sulla trattativa , il suo recente scontro con la Presidenza della Repubblica... medaglie, forse, per un certo popolo, ma ostacoli importanti nel fare politica. 3. sì, lo si deve dire: Ciancimino Jr. La “gestione” che ne ha fatto come “testimone protetto” Ingroia e le lunge e amichevoli telefonate del figlio di don Vito con altri candidati di Riv Civ (tutte intercettate...) lasciano l'amaro in bocca. 4. l'eterno conflitto d'odio con gli ex compagni di Sel.

Il programma: sul sito di rivoluzione civile, inizialmente non si trovava il programma elettorale. Poi, dopo la pubblicazione di questo articolo, (che infatti aggiorniamo oggi 24 gennaio, ndr), lo troviamo su segnalazione a questo link, anche se la url dice: "sintesi del programma" . È un programma infatti molto breve, e assomiglia più ad un manifesto di intenti. Interessante notare come, in una lista di magistrati, non ci sia un capitolo sulla giustizia, intesa come sistema, ma sulla legalità, intesa come lotta alla mafia e alla corruzione. Frase chiave (secondo noi): Vogliamo realizzare un “nuovo corso” delle politiche economiche e sociali, a partire dal mezzogiorno, alternativo tanto all’iniquità e alla corruzione del ventennio berlusconiano, quanto alla distruzione dei diritti sociali, del lavoro e dell’ambiente che ha caratterizzato il governo Monti. (traduzione di Collodi: Il burattino, allora, avrebbe potuto raccontare quel che sapeva; avrebbe potuto, cioè, raccontare i patti vergognosi che passavano tra il cane e le faine; ma ricordandosi che il cane era morto, pensò subito dentro di sè: — A che serve accusare i morti?)


Secondo i sondaggi, poi, supererebbero l'1% anche i seguenti partiti:

Futuro e Libertà, guidato da Gianfranco Fini, attuale presidente della Camera. Non molto tempo fa sembrava fosse destinato a guidare il centrodestra, e, perchè no, il Paese intero. Oggi è in coalizione con Monti.

La Destra, guidato da Francesco Storace, attualmente tornato in auge in quanto candidato per il centrodestra per la presidenza della regione Lazio.

Fermare il Declino: è il movimento di Oscar Giannino. Giannino, stimato da Renzi, stimato da Montezemolo, stimato da Monti, stimato da destra, stimato da sinistra, non se l'è candidato nessuno, e se non si faceva la sua lista, rimaneva a piedi.

Tutti gli altri, ci perdonino: i simboli accreditati presso il ministero e rimasti in lizza sono più di 150...non possiamo citarli tutti, ma mettiamo un link all'elenco completo. In bocca al lupo a tutti, e vincano i migliori.

23 gennaio 2012

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